Aspetti economici del rinnovo del CCNL Agenzia di sicurezza – Federpol

Seguono alcuni aspetti economici del rinnovo del CCNL per i dipendenti degli Istituti investigativi privati e Agenzia di sicurezza sussidiaria o complementare, siglato il 15/12/2017, tra la FEDERPOL e la FESICA CONFSAL, la CONFSAL FISALS con l’assistenza della CONFSAL, con decorrenza dall’1/1/2018 al 31/12/2020.

Con decorrenza dal primo giorno di applicazione del presente CCNL, le paghe basi lorde conglobate sono le seguenti:

Livelli di inquadramento

Dall’1/1/2018

Dall’1/1/2019

Dall’1/1/2020

Quadri 1.815,00 1.825,00 1.835,00
1.616,00 1.626,00 1.636,00
1.427,00 1.437,00 1.447,00
1.311,00 1,321,00 1.331,00
4° super 1.298,00 1.308,00 1.318,00
1.195,00 1.205,00 1.215,00
5° super 1.169,00 1.179,00 1.189,00
1.123,00 1.130,00 1.140,00
1.057,00 1.062,00 1.067,00
890,00 895,00 900,00

A seguito di aumenti nella suddetta tabella, qualora l’azienda abbia precedentemente concesso aumenti di merito ovvero questi derivino da scatti di anzianità, tali aumenti non sono riassorbibili.
Non sono inoltre riassorbibili gli aumenti riconosciuti unilateralmente e collettivamente dall’azienda nel semestre precedente alla scadenza del presente CCNL.
Al fine di migliorare le condizioni di lavoro ed aumentare la produttività a decorrere dall’1/1/2018, le aziende avranno la facoltà di mettere a disposizione di categorie omogenee di lavoratori diverse tipologie di Welfare, in conformità alle norme vigenti, in tutti i settori a cui si rivolgono i CCNL stipulati dalle stesse, tramite l’E.BI.N.I.S.P. che, a tal fine, ha stabilito le opportune intese con una Società, già attiva ed operante in tutta Italia.
Sono compresi i lavoratori, che hanno superato il periodo di prova ed assunti:
– Con contratto a tempo indeterminato;
– Con contratto a tempo determinato;
– Con contratto di apprendistato e pratica professionale;
– Con contratto di inserimento;
– Con contratto intermittente e lavoro ripartito;
– Con contratto part-time;
– Con contratto di collaborazione organizzate dal committente.
Sono esclusi i lavoratori in aspettativa non retribuita.
Le aziende potranno erogare ai lavoratori un buono pasto per ogni giornata effettivamente lavorata. Il suddetto buono potrà essere sia cartaceo, sia elettronico.
Le aziende potranno erogare ai lavoratori un buono regalo pari a euro 258 annui.

L’Azienda che intenda avvalersi del presente Contratto Collettivo, è tenuta a inviare apposita comunicazione scritta alle Parti Sociali stipulanti e ad essere in regola con i versamenti dovuti all’Ente Bilaterale. In caso contrario, il presente CCNL non produrrà i suoi effetti ne l’Azienda potrà invocarne l’applicazione.
Assistenza contrattuale: ciascun’azienda e comunque ciascun datore di lavoro che si avvale del presente contratto è tenuto a corrispondere un contributo, una tantum, di assistenza contrattuale di € 16,00 (sedici,00) per ogni dipendente in forza al momento del recepimento del presente contratto e al rinnovo dello stesso da erogarsi materialmente a mezzo di bonifico bancario sul c/c 110458 intestato a E.BI.N.I.S.P., IBAN IT06T0577203201CC0930110458, presso la Banca Popolare Sant’Angelo (BPSA), sede di Roma, Via Vittoria Colonna, 8/10.

Dall’1/1/2018 nuovi contributi alla Cassa Edile di Milano, Lodi, Monza e Brianza

Le nuove percentuali contributive da versare alla Cassa Edile dal 1° gennaio 2018 come indicate nel verbale di accordo del 19/12/2017

A decorrere dall’1/1/2018, le aliquote contributive da versare alla Cassa Edile di Milano, Lodi, Monza e Brianza risultano così determinate:

IMPRESE DEL GRUPPO A)

 

Impresa

Operaio

Totale

Anzianità professionale edile ordinaria 3,500% —- 3,500%
Fondo MIPI 0,100% —- 0,100%
Fondo per la formazione dei giovani imprenditori edili industriali 0,150% —- 0,150%
Istruzione professionale 1,000% —- 1,000%
Fondo per la sicurezza (*) 0,180% —- (*) 0,180%
Fondo lavori usuranti e pesanti 0,100% —- 0,100%
Quota territoriale adesione contrattuale 0,741% 0,741% (**) 1,482%
Quota nazionale adesione contrattuale 0,222% 0,222% (**) 0,444%
Previdenze sociali 2,083% 0,417% 2,500%
Totali 8,076% 1,380% 9,456%

(*) con un massimale di versamento pari a € 1.500,00 annui per impresa.
(**) le percentuali indicate sono ricavate maggiorando del 18,50% e del 4,95% le aliquote dello 0,60% e dello 0,18%.

IMPRESE DEL GRUPPO B)

Imprese con 1.800 o più ore mediamente accantonate nell’anno di bilancio precedente, iscritte alla Cassa Edile di Milano, Lodi, Monza e Brianza da almeno 60 mesi e che abbiano sempre provveduto con regolarità a tutti gli adempimenti ed al versamento del dovuto

 

Impresa

Operaio

Totale

Anzianità professionale edile ordinaria 2,750% 2,750%
Fondo MIPI 0,100% 0,100%
Fondo per la formazione dei giovani imprenditori edili industriali 0,150% 0,150%
Istruzione professionale 1,000% 1,000%
Fondo per la sicurezza (*) 0,180% (*) 0,180%
Fondo lavori usuranti e pesanti 0,100% 0,100%
Quota territoriale adesione contrattuale 0,741% 0,741% (**) 1,482%
Quota nazionale adesione contrattuale 0,222% 0,222% (**) 0,444%
Previdenze sociali 2,083% 0,417% 2,500%
Totali 7,326% 1,380% 8,706%

– Nota (*) –

Con un massimale di versamento pari a € 1.500,00 annui per impresa.
– Nota (**) –

Le percentuali indicate sono ricavate maggiorando del 18,50% e del 4,95% le aliquote dello 0,60% e dello 0,18%.

Le aliquote contributive si computano sui seguenti elementi della retribuzione: paga base di fatto, ex indennità di contingenza, indennità territoriale di settore, nonché, per i lavoranti a cottimo, anche utile minimo contrattuale di cottimo, per tutte le ore di lavoro normale contrattuale effettivamente prestate, nonché sul trattamento economico per le festività di cui al CCNL vigente. Il sistema di versamento dei contributi dovuti in proprio dall’impresa e di quelli trattenuti all’operaio ad ogni periodo di paga è stabilito dalle parti firmatarie e attuato con le modalità operative previste dalla Cassa Edile di Milano, Lodi, Monza e Brianza sentite le parti stesse.

Accordo sui tempi determinati nelle località turistiche della regione Umbria

Sottoscritto l’accordo regionale per la disciplina in deroga dei contratti a tempo determinato nelle località turistiche della regione Umbria per il settore del terziario, distribuzione e servizi

Viene prevista la possibilità, per le imprese del terziario che operano in uno dei comuni individuati come località a forte vocazione turistica, di poter superare, in determinati periodi dell’anno, i vincoli imposti dalla legge e dal CCNL in caso di assunzione a tempo determinato.
I periodi dell’anno nei quali le imprese potranno superare i vincoli imposti per l’assunzione di personale a tempo determinato sono:
– periodo natalizio: dal 1° dicembre al 31 gennaio
– periodo pasquale: dalla domenica delle Palme alla domenica successiva il lunedì dell’Angelo
– periodo estivo: dal 1° giugno al 30 settembre.
Per aderire all’accordo le imprese devono:
– applicare integralmente il ccnl terziario e servizi (30/03/2015)
– essere iscritti ed in regola con i versamenti dell’Ente Bilaterale del Terziario Umbria
– avere sede legale od operativa in uno dei comuni dell’elenco
– inviare apposita comunicazione di adesione e monitoraggio.

Aspetti normativi del CCNL Agenzia di sicurezza – Federpol

16 gen 2018 Seguono alcuni aspetti normativi del rinnovo del CCNL per i dipendenti degli Istituti investigativi privati e Agenzia di sicurezza sussidiaria o complementare, siglato il 15/12/2017, tra la FEDERPOL e la FESICA CONFSAL, la CONFSAL FISALS con l’assistenza della CONFSAL, con decorrenza dall’1/1/2018 al 31/12/2020.

Il rinnovo contrattuale ha considerato l’introduzione del 7° livello di inquadramento nella classificazione del personale dove appartengono i lavoratori che svolgono mansioni che non richiedono il possesso di alcuna conoscenza pratica, ovvero si occupano di esclusive attività basilari che non richiedono una specifica formazione.
Inoltre, per il 7° livello di inquadramento è stato considerato un periodo di prova di 60 giorni ed un periodo di preavviso di 15 giorni.

Orario di lavoro settimanale

La durata normale del lavoro effettiva è fissata in 45 ore settimanali suddivise in sei giorni lavorativi ovvero su turnazione in caso di particolari esigenze organizzative dell’azienda.

Lavoro Part-time

L’orario minimo contrattuale per i lavoratori assunti con contratto part-time è fissato dal contratto individuale, fermo restando che non può essere inferiore alle 10 ore lavorative settimanali.

Contratto di apprendistato professionalizzante

Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere, direttamente o indirettamente per il tramite delle agenzie di somministrazione autorizzate, non può superare il rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il medesimo datore di lavoro. Tale rapporto non può superare il 100 per cento per i datori di lavoro che occupano un numero di lavoratori inferiori a 10 unità. Il datore di lavoro che non abbia alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o che comunque ne abbia in numero inferiore a 3, può assumere apprendisti in numero non superiore a 3.
Esclusivamente per i datori di lavoro che occupano almeno 50 dipendenti, per procedere all’assunzione di apprendisti, l’azienda deve aver mantenuto in servizio almeno il 20% dei lavoratori il cui contratto di apprendistato sia già venuto a scadere nei trentasei mesi precedenti. A tale fine non si computano i lavoratori che si siano dimessi ovvero siano stati licenziati per giusta causa coloro che, al termine del rapporto di apprendistato, abbiano rifiutato la proposta di rimanere in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e i rapporti di lavoro risolti nel corso o al termine del periodo di prova.
La suddetta limitazione non si applica quando nel triennio precedente sia venuto a scadere un numero di contratti di apprendistato inferiori a 3.
Nel contratto di apprendistato può essere inserito un periodo di prova entro il quale le parti hanno diritto di recedere dal rapporto senza preavviso. Tale periodo, a pena di nullità del patto stesso, deve risultare per iscritto nel contratto di assunzione dell’apprendista.
Compiuto il periodo di prova, l’assunzione dell’apprendista diviene definitiva.
Con il contratto di apprendistato il lavoratore viene assunto dall’azienda per ottenere, attraverso un addestramento teorico-pratico, la possibilità di una successiva contrattualizzazione all’III°, IV°, V°, VI° e VII° livello del presente contratto o un’adeguata formazione tecnico-professionale che faciliti all’apprendista l’ingresso nei mondo del lavoro.
Per tutti i livelli di inserimento la durata massima del periodo di formazione per l’apprendistato professionalizzante non deve essere superiore ai 36 mesi.
L’apprendista accederà al livello di inquadramento professionale per il quale l’Azienda avrà l’obbiettivo di assumerlo ed il conseguente trattamento economico sarà diminuito del 25% rispetto a quanto previsto dal presente contratto ne IP articolo relativo alle paghe contrattuali con riferimento al livello di inquadramento finale.
A titolo esemplificativo l’apprendista assunto per l’acquisizione delle qualifiche e mansioni comprese nel 3° livello del presente CCNL verrà erogato un trattamento economico diminuito del 25% rispetto alla retribuzione base lorda conglobata.

Contratto di inserimento

Il contratto di inserimento ha una durata:
– non inferiore a 9 mesi, per il conseguimento di qualifiche inquadrate nel 7° 6° e 5°livello;
– non inferiore a 12 mesi, per il conseguimento di qualifiche inquadrate nel 4° e 3° livello;
– non superiore a 18 mesi, per il conseguimento di qualifiche inquadrate in livelli superiori al 3°.
In caso di assunzione di persone riconosciute affette da un grave handicap fisico, mentale o psichico, la durata massima può essere estesa fino a 36 mesi previa certificazione da parte dell’E.BI.N.I.S.P. ovvero, se costituito, all’E.BI.T.I.S.P. territorialmente competente.
Nel computo del limite massimo di durata non si tiene conto degli eventuali periodi di servizio militare o civile, nonché dei periodi di astensione per maternità.

Lavoro intermittente o a chiamata

II contratto di lavoro intermittente deroga il limite relativo alle 400 giornate nei 3 anni disposto dagli artt. 13 e seguenti del D.Lgs. 81/2015 e successive modifiche. Si specifica, inoltre, che qualora il dipendente venga chiamato alla prestazione lavorativa, questa può consistere anche in una prestazione di durata inferiore alle 8 ore giornaliere previste per il contratto a tempo pieno, a condizione che ne sia data comunicazione al lavoratore, anche verbalmente, e quest’ultimo abbia accettato la richiesta dell’Azienda.

Lavoro ripartito

Il contratto di lavoro ripartito è uno speciale contratto di lavoro mediante il quale due lavoratori assumono in solido l’adempimento di una unica e identica obbligazione lavorativa.
Fermo restando il divieto di porre in essere nuovi contratti di job-sharing, quelli stipulati prima della entrata in vigore del D.Lgs 81/2015 restano disciplinati secondo le modalità del contratto di lavoro ripartito.

Contratto di lavoro agile

In aderenza alla norma prevista dagli artt. 18 e ss del D.Lgs. 81/2017 e successive modifiche, allo scopo di incrementare la competitività, di rispondere alla necessità da tempo maturata, specifica degli investigatori privati e degli addetti alla sicurezza, e al fine di agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, il presente contratto disciplina il lavoro agile quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilito mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa.
I contratti di lavoro agile potranno essere stipulati da tutte le aziende che abbiano la necessità di eseguire la prestazione lavorativa del lavoratore in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno, senza una postazione fissa.

La soppressione di FondInps nella legge di Bilancio 2018

La legge di Bilancio 2018 ha previsto la soppressione di FondInps, con decorrenza dalla data determinata con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ancora da emanare.

FONDINPS – si ricorda – è una forma pensionistica complementare a contribuzione definita, costituita presso l’INPS, in forma di patrimonio separato e autonomo. Essa era stata introdotta al fine di consentire ai lavoratori associati di disporre, all’atto del pensionamento, di una pensione complementare del sistema obbligatorio.
Sono destinatari di FONDINPS tutti i lavoratori dipendenti che nel periodo di tempo a disposizione per compiere la scelta di destinazione del TFR non esprimono nessuna volontà di scelta e sono sprovvisti di una forma di previdenza complementare prevista dagli accordi o contratti collettivi, anche territoriali, di riferimento. L’aderente a FONDINPS può decidere altresì di attivare una contribuzione volontaria a proprio carico, secondo le modalità indicate nella Scheda Sintetica della Nota Informativa.

La legge di Bilancio 2018, tuttavia, ha previsto la soppressione di FondInps, con decorrenza dalla data determinata con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
Con il medesimo decreto, sentite le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale dei diversi comparti del settore privato, sarà individuata la forma pensionistica alla quale far affluire le quote di TFR maturando nell’ipotesi prevista dall’articolo 8, comma 7, lettera b), numero 3), del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252. Tale forma pensionistica è individuata tra le forme pensionistiche negoziali di maggiori dimensioni sul piano patrimoniale e dotata di un assetto organizzativo conforme alle disposizioni vigenti.
La soppressione di FondInps era stata, in realtà, già richiesta dallo stesso presidente della Covip, in occasione della relazione annuale, essendo nel tempo emerse crescenti difficoltà operative: a fine 2016 risultavano infatti iscritti 37mila lavoratori al fondo, ma meno di 6mila con un versamento effettuato.