Firmato protocollo su formazione 4.0 da Confindustria Nuoro

Il giorno 16/10/2018, tra la CONFINDUSTRA SARDEGNA CENTRALE e la CGIL NUORO, la CISL NUORO, la UIL NUORO, si è stipulato il seguente protocollo di intesa su industria 4.0..

Il suddetto protocollo prevede che:

– Le imprese che sono dotate di proprie forme di rappresentanza sindacale (Rsu o Rsa) stipuleranno il loro accordo secondo le modalità previste dal Testo Unico sulla Rappresentanza del 10/1/2014;
– le imprese associate a Confindustria Sardegna Centrale o che vi conferiscano specifico mandato, nelle quali non siano costituite RSU o RSA, per poter beneficiare del credito di imposta di cui in premessa, saranno tenute a sottoporre i piani formativi alla Commissione paritetica territoriale che viene costituita con il presente Accordo presso la Confindustria Sardegna Centrale.

I contenuti delle attività di formazione per le quali si intende beneficiare del credito di imposta saranno espressamente disciplinati nei piani formativi sottoposti alla condivisione delle parti sociali con le modalità di cui al punto precedente.
Le imprese iscritte a Fondimpresa – anche nel caso volessero presentare congiuntamente un piano formativo per il quale si richiede il finanziamento dal fondo interprofessionale – potranno utilizzare le sedi previste dal Protocollo di Intesa del 22/11/2017, purché i piani non siano di livello nazionale, fermo restando che per la formazione 4.0 prevista dal decreto del 4/5/2018 è necessaria la definizione di uno specifico accordo e il suo deposito presso l’Ispettorato territoriale del Lavoro competente.

Soggiorno all’estero e malattia: sospensione del trattamento solo in caso di parere negativo Inps

Nuove indicazioni in merito alla corresponsione dell’indennità di malattia nell’ipotesi di trasferimento del lavoratore in costanza di malattia in altro Paese UE

Orbene, in ordine ai numerosi quesiti recentemente pervenuti dalle Strutture territoriali dell’Istituto, sulla perdurante validità delle indicazioni fornite, l’Istituto ha chiarito che il provvedimento di autorizzazione citato va riqualificato alla stregua di una valutazione medico legale esclusivamente tesa ad escludere eventuali rischi di aggravamento del paziente, derivanti dal trasferimento medesimo, in ragione dei maggiori costi per indennità di malattia che una tale circostanza comporterebbe a carico dell’Istituto.
Ai fini del riconoscimento dell’indennità di malattia, il lavoratore che intenda trasferirsi in altro Paese UE deve procedere con una preventiva comunicazione alla Struttura territoriale Inps di competenza per le necessarie valutazioni medico legali. La Struttura competente provvede a convocare il prima possibile il lavoratore a visita di controllo ambulatoriale, sia al fine di accertare l’effettivo stato di incapacità al lavoro sia per verificare che non vi sia alcun rischio di aggravamento conseguente al trasferimento all’estero. Espletata la visita, viene rilasciato al lavoratore un verbale valutativo da redigere su un apposito modello. In tale sede, il lavoratore deve fornire l’indirizzo di reperibilità all’estero per eventuali possibili controlli medico legali.
In sostanza, il provvedimento di autorizzazione previsto dalle precedenti indicazioni va riqualificato alla stregua di una valutazione medico legale esclusivamente tesa ad escludere eventuali rischi di aggravamento del paziente, derivanti dal trasferimento medesimo, in ragione dei maggiori costi per indennità di malattia che una tale circostanza comporterebbe a carico dell’Istituto.
Solo qualora il paziente effettui comunque il trasferimento, che non può essergli vietato, nonostante il parere negativo dell’Inps, verrà applicato l’istituto della sospensione del diritto all’indennità economica, previsto dalla normativa vigente per tutti i casi in cui il lavoratore compia atti che possono pregiudicare il decorso della malattia.

ANCE – Circolare sulle recenti Comunicazioni della CNCE

Si riporta la circolare dell’Ance relativa alle indicazioni operative fornite dalla CNCE sui contributi contenuti nell’accordo 18 luglio 2018 per il rinnovo del CCNL Edilizia

La Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili con Comunicazione n. 639, ha fornito al sistema alcune indicazioni operative sulle attuazioni del Protocollo degli Enti bilaterali, allegato 2, al verbale di accordo 18/7/2018 per il rinnovo del CCNL Edilizia.
Con la suddetta Comunicazione è stata confermata, per gli operai, la decorrenza dal 1° ottobre 2018 dei contributi per:
– Fondo sanitario nazionale 0,35%;
– Fondo prepensionamento ulteriore 0,10%;
– Fondo incentivo all’occupazione 0,10%.
Le parti sociali, hanno chiarito che tali aliquote, per i mesi di ottobre, novembre e dicembre, saranno richieste dalle Casse Edili solo dal 1° dicembre 2018. Tale contribuzione, quindi, sarà inserita nella denuncia mensile ad iniziare dal periodo di competenza di dicembre 2018 (pagamento gennaio 2019).
La Comunicazione della Cnce fornisce anche le coordinate dei tre conti correnti sui quali le Casse Edili verseranno, temporaneamente, i contributi in oggetto.
Come espressamente riferito dall’ANCE,
“si tratta di una soluzione provvisoria, in attesa delle determinazioni che saranno assunte dalle parti sociali, a seguito del lavoro delle specifiche Commissioni paritetiche contrattuali.
Per quanto attiene, ad esempio, il Fondo incentivo all’occupazione, occorrerà attendere le determinazioni delle parti sociali sull’ambito nazionale o territoriale dello stesso.
Sono state fornite indicazioni anche sulle assistenze sanitarie previste dalla contrattazione territoriale che, in base al CCNL, decadono automaticamente dal 1° gennaio 2019.
Viene sottolineato che, in relazione alla tempistica di avvio di fatto del Fondo sanitario nazionale, le parti sociali territoriali potranno definire le modalità di conclusione delle prestazioni sanitarie locali, al fine di assicurare la continuità delle stesse.
Per gli impiegati, i versamenti per il Fondo sanitario, determinati nella misura dello 0,26%, saranno effettuati nel mese di dicembre 2018 e comprenderanno i contributi relativi ai tre mesi da ottobre a dicembre.
Ovviamente, qualora le imprese versassero, come previsto dal Ccnl, detta contribuzione tramite le Casse Edili, analogamente a quanto stabilito per gli operai, il pagamento avverrà nel mese di gennaio 2019.”

Gestione separata: indennità di maternità o paternità e congedo parentale

L’Inps illustra le novità introdotte dalla legge 22 maggio 2017, n. 81. In particolare, fornisce istruzioni amministrative e operative in materia di diritto all’indennità di maternità o paternità in favore delle lavoratrici e dei lavoratori iscritti alla Gestione separata, a prescindere dall’effettiva astensione dall’attività lavorativa.

Nell’ottica di garantire un’adeguata tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e di favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi di lavoro subordinato, la legge 22 maggio 2017, n. 81, ha introdotto rilevanti modifiche al T.U. in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al D.lgs n. 151/2001. Tali disposizioni sono entrate in vigore dal giorno successivo alla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale, ossia dal 14 giugno 2017.

Diritto all’indennità di maternità o paternità a prescindere dall’effettiva astensione lavorativa
Secondo il nuovo articolo 64 del T.U. – rubricato “Lavoratrici iscritte alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335” – la tutela della maternità c.d. obbligatoria non è più condizionata, a differenza del previgente regime normativo, all’obbligo di astensione dall’attività lavorativa.
La riforma si applica sia agli eventi “parto” sia alle adozioni o affidamenti preadottivi nazionali o internazionali.
Ai fini dell’erogazione dell’indennità di maternità o paternità continua ad essere necessario il possesso, da parte del soggetto richiedente, del requisito contributivo delle tre mensilità, dovute o versate, comprensive dell’aliquota maggiorata, nei dodici mesi antecedenti l’inizio del periodo indennizzabile.
Alla luce della riforma non risulta più necessario, ai fini dell’erogazione dell’indennità di maternità o paternità, produrre le dichiarazioni di astensione dall’attività lavorativa, conseguentemente, il percepimento di compensi nel periodo di corresponsione dell’indennità di maternità o paternità non preclude l’erogazione dell’indennità stessa.

Flessibilità del congedo di maternità
Per gli iscritti alla Gestione separata che vogliano astenersi dal lavoro durante i periodi di maternità/paternità, continuano a trovare applicazione le disposizioni in materia di flessibilità del congedo di maternità.
Tuttavia si precisa che, alla luce della novità normativa, non è più necessario produrre all’INPS la certificazione medica di cui al citato articolo 20, comma 1, che la lavoratrice deve comunque acquisire prima dell’inizio della flessibilità e produrre al proprio committente. Permane, invece, l’obbligo per la lavoratrice di comunicare all’Istituto la scelta di avvalersi della flessibilità, al fine di consentire l’individuazione del periodo di riferimento nel quale verificare la presenza dei tre mesi di contribuzione, che coincide con i dodici mesi interi precedenti l’inizio del diverso periodo di congedo richiesto dall’interessata.

Rinvio e sospensione del congedo di maternità o paternità
Per gli iscritti alla Gestione separata che vogliano astenersi dal lavoro durante i periodi di maternità/paternità, continuano a trovare applicazione le disposizioni in materia di rinvio e sospensione del congedo di maternità, di cui all’articolo 16-bis del T.U. Alla luce della novità normativa, l’Istituto però necessita delle sole comunicazioni della data di sospensione e della data di fine della sospensione.

Periodo transitorio
Le domande di indennità che hanno ad oggetto periodi di congedo di maternità o paternità ricadenti interamente o parzialmente nel periodo di vigenza della legge n. 81 del 22 maggio 2017 devono essere gestite nel seguente modo:
– sono indennizzabili, a prescindere dall’accertamento dell’effettiva astensione dall’attività lavorativa, i periodi di congedo di maternità o paternità iniziati in data coincidente o successiva alla data di entrata in vigore della riforma (14 giugno 2017);
– non sono indennizzati, a prescindere dall’accertamento dell’effettiva astensione dall’attività lavorativa, i periodi di congedo di maternità o paternità conclusi prima dell’entrata in vigore della riforma. Tali periodi, pertanto, sono indennizzati solo a fronte dell’effettiva astensione;
– sono indennizzati, relativamente ai periodi di congedo di maternità o paternità in corso di fruizione alla data di entrata in vigore della riforma (14 giugno 2017), i giorni antecedenti alla predetta data solo se accertata l’effettiva astensione dal lavoro, mentre i giorni successivi all’entrata in vigore della riforma devono essere indennizzati a prescindere dall’accertamento di tale astensione.
Si ricorda che i periodi di interdizione anticipata e prorogata, non essendo stati interessati dalla riforma, possono essere indennizzati solo a fronte di effettiva astensione dal lavoro.

Trattamento economico per congedo parentale
L’articolo 8, comma 8, della legge 22 maggio 2017, n. 81, ha abrogato il settimo e l’ottavo periodo dell’articolo 1, comma 788, della legge n. 296/2006, in materia di riconoscimento del diritto al congedo parentale per gli iscritti alla Gestione separata. Pertanto, a far data dall’entrata in vigore della riforma (14 giugno 2017), il congedo parentale per i lavoratori in questione è disciplinato dai commi 4, 5, 6 e 7 del medesimo articolo 8. I mesi di congedo parentale fruibili dai lavoratori interessati aumentano quindi da tre a sei mesi. È stato altresì ampliato da uno a tre anni di vita o dall’ingresso in famiglia/Italia del minore (in caso di adozioni o affidamenti preadottivi) l’arco temporale di fruizione del congedo parentale.
I trattamenti economici per congedo parentale, ancorché fruiti in altra gestione o cassa di previdenza, non possono complessivamente superare tra entrambi i genitori il limite complessivo di sei mesi. Pertanto, l’Istituto continuerà a far dichiarare al soggetto richiedente i periodi di congedo fruiti da se stesso o dall’altro genitore in una cassa o gestione non amministrata dall’INPS.
Le nuove disposizioni non prevedono la possibilità per i lavoratori iscritti alla Gestione separata di fruire del congedo parentale non indennizzato.
Presentazione della domanda
Le domande di congedo di maternità o paternità e le domande di congedo parentale devono essere presentate in modalità telematica.
L’applicazione di acquisizione online è stata aggiornata per consentire, a partire dall’entrata in vigore della legge n. 81/2017, ossia dal 14 giugno 2017, sia l’acquisizione di periodi di congedo parentale con giorni eccedenti tre mesi e fino a sei mesi sia di periodi superiori ad un anno e fino a tre anni di vita o dall’ingresso in famiglia o in Italia del minore in caso di adozione/affidamento nazionale o internazionale. L’applicazione “Domande di maternità online”, disponibile sulla Intranet nell’area “Prestazioni a sostegno del reddito”, è stata aggiornata con le seguenti voci del menù: “Manuali utente”, “Informazioni” e “Liste”.

Regime fiscale
Ai sensi dell’articolo 6 del TUIR l’indennità in argomento, percepita in sostituzione di una delle categorie di reddito ivi indicate, costituisce reddito della stessa categoria di quello sostituito.
Pertanto, ove dovute, all’atto del pagamento l’Istituto effettua la ritenuta alla fonte ai sensi degli articoli 23, 24 e 25 del D.P.R. n. 600/73, con l’applicazione delle aliquote previste dall’articolo 11 del TUIR, il riconoscimento delle detrazioni d’imposta di cui all’articolo 13 del TUIR e il riconoscimento delle eventuali detrazioni per carichi di famiglia di cui all’articolo 12 del TUIR se richieste.
(Circ. Inps n. 109/2018).

Siglato il rinnovo del CCNL PMI Moda-Chimica Ceramica-Piastrelle in Terzo Fuoco

Siglato il 30/10/2018, tra la CNA FEDERMODA, la CNA PRODUZIONE, la CNA ARTISTICO E TRADIZIONALE, CONFARTIGIANATO MODA, la CONFARTIGIANATO CHIMICA, la CONFARTIGIANATO CERAMICA, la CASARTIGIANI, la CLAAI e la FILCTEM-CGIL, la FEMCA-CISL, la UILTEC-UIL, l’accordo di rinnovo del CCNL per i dipendenti della Piccola e Media Industria Moda – Chimica Ceramica – Decorazione Piastrelle in Terzo Fuoco.

Diritto alle prestazioni della bilateralità

La bilateralità prevista dagli accordi e dai contratti collettivi dell’artigianato e delle PMI è un sistema che coinvolge tutte le imprese aderenti e non aderenti alle associazioni di categoria in quanto erogo prestazioni di welfare contrattuale che sono indispensabili a completare il trattamento economico e normativo del lavoratore previsto all’interno dei contratti collettivi di categoria.
Le prestazioni presenti nei sistemi di bilateralità nazionale e regionale rappresentano un diritto contrattuale di ogni singolo lavoratore il quale matura, esclusivamente nei confronti delle imprese non aderenti e non versanti al sistema bilaterale, il diritto alla erogazione diretta da parte dell’impresa datrice di lavoro di prestazioni equivalenti a quelle erogate dagli Enti bilaterali nazionale, regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano.
L’impresa, aderendo alla bilateralità ed ottemperando ai relativi obblighi contributivi, assolve ogni suo obbligo in materia nei confronti dei lavoratori; le prestazioni erogate dagli enti bilaterali saranno fruibili fino a concorrenza delle risorse disponibili specificamente dedicate ad ogni singola prestazione.
Le imprese non aderenti alla bilateralità e che non versano il relativo contributo dovranno erogare a ciascun lavoratore un importo forfetario pari a € 25 lordi mensili per tredici mensilità. Tale importo, non è assorbibile e rappresenta un elemento aggiuntivo della retribuzione (E.A.R.) che incidi: su tutti gli istituti retributivi di legge e contrattuali, compresi quelli indiretti o differiti, escluso il TFR. Tale importo dovrà essere erogato con cadenza mensile e mantiene carattere aggiuntivo rispetto alle prestazioni dovute ad ogni singolo lavoratore in adempimento dell’obbligo. In caso di lavoratori assunti con contratto part-time, tale importo è corrisposto proporzionalmente all’orario di lavoro e, in tal caso, il frazionamento si ottiene utilizzando il divisore previsto dal CCNL. Per gli apprendisti, l’importo andrà riproporzionato alla percentuale di retribuzione riconosciuta.
Saranno conseguentemente avviati gli istituti previsti dalla bilateralità, sulla base degli accordi e dei contratti collettivi nazionali rinnovati ed in corso di rinnovo, i cui contributi definiti ed indicati dalle parti, di seguito evidenziati, rappresentano una quota omnicomprensiva costituente la somma degli importi annui determinati sulla base delle percentuali adottate e calcolate su un imponibile medio di 12.500 Euro, ferme restando le intese regionali in materia e la possibilità, a tale livello, di prevedere importi superiori:

a) RAPPRESENTANZA SINDACALE 0,10% – 12,5 €
b) RAPPRESENTANTE TERRITORIALE SICUREZZA e FORMAZIONE SICUREZZA 0,15% – 18,75 €
c) ENTE BILATERALE NAZIONALE 0,01% – 1,25 €
d) RAPPRESENTANZA IMPRESE 0,25% – 31,25 €
e) FONDO SOSTEGNO AL REDDITO 0,49% – 61,25 €

(questo importo è comprensivo dei 34 € stabiliti ai sensi della legislazione vigente e della quota relativa alla gestione).

Inoltre, sulla base dell’Atto di indirizzo sulla bilateralità del 30/6/2010 recepito dalle parti firmatarie del presente accordo di rinnovo si stabilisce che:
– le aziende verseranno i contributi alla Bilateralità attraverso uno specifico codice tributi inserito all’interno del modello F24 predisposto dall’Agenzia delle Entrate. Il contributo, pari ad Euro 125 annui per ogni lavoratore dipendente, anche a tempo determinato, sarà frazionato in 12 quote mensili ciascuna delle quali di importo pari a 10,42 €. Per i lavoratori part-time con orario di lavoro fino alle 20 ore settimanali la quota è ridotta del 50%.
– Con il versamento attraverso il nuovo meccanismo di raccolta, le imprese saranno considerate in regola per quanto attiene ai 34 € di cui alla lettera e).
– In caso di elezione del rappresentante interno alla sicurezza, a fronte di formale richiesta da parte dell’azienda e di invio all’Ebna della necessaria documentazione, l’importo relativo sarà riaccreditato all’azienda avente diritto. Le parti si incontreranno tempestivamente all’insorgere di eventuali problematiche sul punto.
– Le risorse relative alle lettere a), b), e), saranno contabilizzate separatamente sulla base degli accordi in essere a livello regionale e, ove non esistenti tali accordi, le risorse saranno contabilizzate separatamente rispetto al resto delle risorse raccolte.
I suddetti obblighi decorrono come segue:
– dall’1/8/2014 per le Imprese del Tessile-Abbigliamento-Calzaturiero;
– dall’1/8/2015 per le Imprese della Chimica-Ceramica;
– dall’1/1/2019 per le Imprese di Decorazione piastrelle in terzo fuoco.

Integrazioni disciplina apprendistato professionalizzante

Sezione Moda

Poiché i livelli 2° Bis e 3° Bis non sono autonomi ma differenziazioni economiche dei livelli 2° e 3°, le parti si danno atto, che ai fini del temporaneo inquadramento a livelli inferiori, il 2° Bis e 3° Bis non saranno considerati come livelli di progressione. Si utilizza la seguente tabella di riferimento:

Livello di destinazione finale

1 livello inferiore è uguale a:

2 livelli inferiori sono pari a:

8° (12 mesi) 7° (12 mesi) 6° (12 mesi)
7° (12 mesi) 6° (12 mesi) 5° (12 mesi)
6° (12 mesi) 5° (12 mesi) 4° (12 mesi)
5° (12 mesi) 4° (12 mesi) 3° (12 mesi)
4° (12 mesi) 3° (12 mesi) 2° (12 mesi)
3° Bis e 3° (12 mesi) 2° (12 mesi) 1° (12 mesi)
2° (12 mesi) 1° (12 mesi)
2° Bis e 2° (12 mesi) 2° (12 mesi) 1° (12 mesi)

Sezione Ceramica

Resta confermato che non è possibile costituire un rapporto di apprendistato per lo svolgimento delle mansioni previste nella categoria F.