Attiva la procedura di attribuzione al Fondo Metasalute dei piani sanitari 2019

Da ieri è attiva la procedura di attribuzione dei piani sanitari valevoli per l’anno 2019 al Fondo Metasalute per i lavoratori della metalmeccanica industria

 

Tutte le aziende aderenti, pur avendo effettuato la selezione dei piani 2018, devono nuovamente effettuare la selezione per l’anno 2019 poichè l’attribuzione dei piani ha validità per un anno solare. Il completamento parziale della procedura e/o l’assenza di alcuna selezione alla data del 19 ottobre 2018 determinerà l’applicazione del piano Base per l’intero anno 2019.
Il Manuale di attribuzione dei piani sanitari 2019, disponibile sul sito web del Fondo nell’area pubblica “Manuali Area Riservata”, illustra dettagliatamente tutti i passaggi utili alla corretta gestione dei 3 step previsti dalla procedura:
I piani prescelti avranno durata per l’intero anno solare 2019 (1 gennaio – 31 dicembre) e non potranno essere variati in corso d’anno. Si raccomanda pertanto un’attenta consultazione delle istruzioni operative illustrate nell’apposito manuale. Per motivi amministrativi e gestionali non potranno essere accolte eventuali richieste di modifica dei piani successive alla chiusura della procedura o dei singoli step.
L’adesione dei lavoratori dipendenti ai piani sanitari 2019 può avvenire solo in forma collettiva, per la totalità o per gruppi omogenei di lavoratori. In azienda possono essere attivati – con accordo o Regolamento aziendale – un massimo di tre piani sanitari l’anno.

FederPiemonte: firmato accordo sul premio di risultato 2018

Siglato tra la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Piemonte, Valle D’Aosta e Liguria (FederPiemonte) e la FABI, la FIRST-CISL, la FISAC-CGIL, la UILCA, l’accordo sul premio di risultato 2018 – welfare.

Con il suddetto accordo viene approvata la tabella di calcolo del Premio di Risultato 2018 erogato ai quadri direttivi e al personale delle aree professionali delle Banche di Credito Cooperativo del Piemonte, Valle D’Aosta e Liguria, della Servizi Bancari Associati e della Federazione Piemonte Valle d’Aosta e Liguria.
Con riferimento all’accordo sul Welfare, si confermano le disposizioni ivi contenute con applicazione dei limiti fiscali di tempo in tempo previsti dalla normativa ad oggi equivalenti ad un reddito imponibile IRPEF dell’anno precedente non superiore a € 80.000,00 (ottantamila) e fino alla somma massima di € 3.000,00 (tremila) annui.

Per consentire la gestione operativa dell’accordo di Welfare e tenuto conto della data ultima di possibilità di usufruire dei contenuti del Piano di Welfare (20 novembre), si conviene quanto segue:
– nel mese di novembre 2018 verrà erogata – per i dipendenti con un reddito imponibile IRPEF 2017 inferiore a 80.000 € – la differenza tra il PDR spettante a ciascun dipendente e il limite massimo opzionato di Welfare – fino al massimo di 3.000 € (ad es. dipendente con PDR pari a 3.600 € il quale abbia opzionato 1.500 € in Welfare, verrà erogata la somma di 2.100 €);
– per i dipendenti con un reddito imponibile IRPEF 2017 superiore a 80.000 € e per coloro che non abbiamo opzionato importi in Welfare, nel mese di novembre verrà erogato l’intero PDR.
I lavoratori interessati dovranno comunicare al Servizio del Personale della propria Azienda la volontà di utilizzare il PDR, o parte di esso, (sempre fino a concorrenza di 3.000 €) in Welfare secondo le modalità operative di volta in volta comunicate.
Dalla possibilità di utilizzare il Welfare sono esclusi i lavoratori non in forza alla data di erogazione del PDR.
Coloro i quali abbiano scelto di destinare il PDR o parte di esso in Welfare avranno tempo fino al 20 novembre per utilizzare tale somme. L’eventuale differenza tra il valore del PDR opzionato in Welfare (e valorizzato sul portale) e il valore di quanto effettivamente utilizzato, in dicembre verrà destinata al versamento per la Previdenza Integrativa se il lavoratore risulta iscritto, ovvero liquidato con la busta paga dello stesso mese. Il lavoratore, opzionando il PDR o parte di esso destinato a Welfare, concede esplicita autorizzazione a che le somme non utilizzate siano versate per la Previdenza Integrativa.

Tabella contributi Cassa Edile Livorno

Tabella contributi Cassa Edile Livorno

Si riporta la tabella dei contributi da versare per l’iscrizione all’Ente Livornese Cassa Edile

Contributi

A carico Ditta

A carico Lavoratore

% Totale

Cassa Edile 1,920 0,38 2,300
Indumenti di lavoro 0,600 0,600
Comitato paritetico territoriale 0,150 0,150
Quote di Servizio Territoriale 0,550 0,550 1,100
Quote di Servizio Nazionale 0,222 0,222 0,444
Scuola Edile 0,800 0,800
APE 3,800 3,800
Lavori Usuranti 1,000 0,100
Totale 8,142 1,152 3,294

– Per le sole aziende iscritte all’Associazione Industriali ed all’A.N.C.E., si aggiunge il contributo dell’1,25%.
– Contributo per la medicina del lavoro 0,70% (facoltativo)
– COEFF. di MAGGIORAZIONE IRPEF 2017: 0,53%
– COEFF. di MAGGIORAZIONE IRPEF 2018: 0,37% (salvo conguaglio) (da aggiungere all’imponibile IRPEF del lavoratore ridotto della quota di adesione a carico del lavoratore)
– COEFF. di MAGGIORAZIONE INPS: a carico ditta 1,10% e a carico lavoratore 0,06%
– contributi destinati a PRESTAZIONI SANITARIE 0,17% (ai fini della dichiarazione dei redditi dei lavoratori)
– Codici IBAN dell’ENTE LIVORNESE CASSA EDILE

BANCA MONTE dei PASCHI di SIENA IT 52 C 01030 13905 000000621014
BANCA di CREDITO COOP. di CASTAGNETO CARDUCCI IT 76 H 08461 13901 000010145464
CASSA di RISPARMIO di VOLTERRA IT 28 F 06370 13900 000010006375

Prestazioni occasionali e superamento dei limiti

18 sett 2018 In caso di superamento dei limiti complessivi individuati per il ricorso alle prestazioni occasionali, il rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato.

Come noto, si considerano prestazioni occasionali le attività lavorative che danno luogo, nel corso di un anno civile: per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro; per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro; per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, con riferimento a compensi di importo non superiore a 2.500 euro; per ciascun prestatore, per le attività lavorative svolte nei confronti delle società sportive, che danno luogo a compensi di importo complessivo non superiore a 5.000 euro.
Il superamento dei limiti suddetti (€ 2.500,00 per ciascuna prestazione resa da un singolo prestatore in favore di un singolo utilizzatore) o, comunque, del limite di durata della prestazione pari a 280 ore nell’arco dello stesso anno civile, comporta la trasformazione del rapporto in un rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato.
In caso di violazione da parte dell’utilizzatore dell’obbligo di comunicazione necessario per l’attivazione del contratto di prestazione occasionale, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.500 per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione.
Quanto al ricorso nei casi di divieto, è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 2.500, salvo che la violazione di uno dei divieti parte dell’imprenditore agricolo non derivi dalle informazioni incomplete o non veritiere contenute nelle autocertificazioni rese nella piattaforma informatica Inps dai prestatori.
Si ricorda che, il ricorso al contratto di prestazione occasionale è vietato: da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato; da parte delle imprese del settore agricolo, salvo che per le attività lavorative rese da titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità; giovani con meno di 25 anni di età; persone disoccupate; percettori di prestazioni di sostegno del reddito, purché non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli; da parte delle imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere; nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

La pubblicazione della graduatoria concorsuale non determina la decorrenza del superiore inquadramento

 

La decorrenza economica del superiore inquadramento ad una qualifica funzionale interna alla medesima area professionale a seguito di una procedura concorsuale è quella di effettiva immissione nella qualifica

Il fatto riguarda il ricorso di alcuni dipendenti dell’Agenzia delle Dogane al risarcimento del danno commisurato alle differenze retributive maturate dalla data di pubblicazione della graduatoria del concorso a quella di effettiva immissione nella qualifica.
Accolto in primo grado, la Corte territoriale ha ritenuto che la lesione del diritto vantato dalle ricorrenti si era verificata allorquando, in occasione dell’approvazione della nuova graduatoria, la decorrenza economica del superiore inquadramento era stata fatta decorrere ex nunc e non ex tunc.
Su tale scia il giudice d’appello ha ritenuto evidente la colpa dell’amministrazione, consistita nell’avere inserito in graduatoria concorrenti che non avevano diritto a partecipare alla procedura, danneggiando in tal modo le appellate.
Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso l’Agenzia delle Dogane, tuttavia, il danno che viene in rilievo non deriva dal ritardo nell’approvazione della graduatoria né dall’illegittima formazione della stessa, bensì dalla errata individuazione della data di decorrenza degli effetti economici della progressione.
Pertanto, la responsabilità non è dell’amministrazione ma è fondata sull’inadempimento di un’obbligazione scaturente dal rapporto di lavoro già in essere, poiché il diritto poteva essere fatto valere solo a partire dalla data di pubblicazione della graduatoria, prima di detta data non poteva decorrere il termine di prescrizione.
Pertanto, il ricorso è stato rigettato con conseguente condanna dell’Agenzia al pagamento delle spese del giudizio di legittimità.