Occupazione NEET, le indicazioni Inps per la fruizione dell’incentivo per l’anno 2019

Le indicazioni operative INPS per la fruizione dell’incentivo “Occupazione NEET”, esteso anche alle assunzioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019.

Come noto, l’incentivo “Occupazione NEET” è stato esteso alle assunzioni a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione, nonché ai rapporti di apprendistato professionalizzante, instaurati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019, nel limite di risorse finanziarie predefinite. In relazione al campo di applicazione, misura e durata del beneficio, rimangono ferme le indicazioni già fornite dall’Inps; le novità, di contro, riguardano evidentemente i codici da utilizzare nel flusso Uniemens per la fruizione del beneficio.
Così, i datori di lavoro autorizzati, che intendono fruire dell’incentivo nel rispetto dei limiti previsti in materia di aiuti de minimis, devono esporre, a partire dal flusso Uniemens di competenza aprile 2019, il beneficio spettante valorizzando all’interno di <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi>, elemento <Incentivo> i seguenti elementi:
– nell’elemento <TipoIncentivo>, il valore “NE19” avente il significato di “Incentivo Occupazione NEET 2019 di cui al Decreto direttoriale dell’ANPAL n. 581/2018 (nel rispetto degli aiuti “de minimis”)”;
– nell’elemento <CodEnteFinanziatore>, il valore “H00” (Stato);
– nell’elemento <ImportoCorrIncentivo>, l’importo posto a conguaglio relativo al mese corrente;
– nell’elemento <ImportoArrIncentivo>, l’importo dell’incentivo relativo ai mesi di competenza di gennaio, febbraio e marzo 2019. Tale valorizzazione può essere effettuata esclusivamente nei flussi Uniemens di competenza di aprile, maggio e giugno 2019.
Diversamente, i datori di lavoro autorizzati, che intendono fruire dell’incentivo oltre i limiti previsti in materia di aiuti de minimis, devono esporre, a partire dal flusso Uniemens di competenza aprile 2019, il beneficio spettante, così valorizzando i seguenti elementi:
– nell’elemento <TipoIncentivo>, il valore “NEDE” avente il significato di “Incentivo Occupazione NEET 2019 di cui al Decreto direttoriale dell’ANPAL n. 581/2018 (oltre i limiti in materia di aiuti “de minimis”)”;
– nell’elemento <CodEnteFinanziatore>, il valore “H00” (Stato);
– nell’elemento <ImportoCorrIncentivo> dovrà essere indicato l’importo posto a conguaglio relativo al mese corrente;
– nell’elemento <ImportoArrIncentivo>, l’importo dell’incentivo relativo ai mesi di competenza di gennaio, febbraio e marzo 2019. Tale valorizzazione può essere effettuata esclusivamente nei flussi Uniemens di competenza di aprile, maggio e giugno 2019.
I datori di lavoro che dovessero recuperare importi non conguagliati, sempre nei limiti dell’importo massimo mensile ammesso, o restituire somme non spettanti, devono avvalersi della procedura delle regolarizzazioni (UniEmens/vig), come anche i datori di lavoro che hanno diritto al beneficio, ma hanno sospeso o cessato l’attività e vogliono fruire dell’incentivo spettante.

Uniemens, la compilazione del nuovo elemento “TipoRetrMal” obbligatoria da maggio 2019

L’Inps fornisce ulteriori chiarimenti in merito all’obbligo di compilazione, all’interno del flusso Uniemens, del nuovo elemento “TipoRetrMal”, da parte delle aziende tenute al versamento della contribuzione di malattia, in relazione ai lavoratori per i quali sia applicabile tale assicurazione.

Come noto, di recente l’Inps ha comunicato che, per tutti i datori di lavoro tenuti al versamento della contribuzione di malattia, nel flusso Uniemens, nella sezione “DenunciaIndividuale”, vada compilato il nuovo elemento <TipoRetrMal>, avente il significato di “Tipo trattamento retributivo applicato al lavoratore, sulla base delle previsioni del contratto o accordo collettivo di lavoro ovvero, se di miglior favore, del contratto individuale, nei casi di assenza per malattia”. Detto elemento deve essere valorizzato dal datore di lavoro ricorrentemente in tutti i flussi Uniemens, a prescindere dal verificarsi o meno dell’evento di malattia e sulla base delle previsioni di cui al contratto o accordo collettivo di lavoro ovvero, se di miglior favore, del contratto individuale, indicando uno dei seguenti valori:
– “0” (zero) qualora, in caso di malattia del lavoratore, non sia prevista l’erogazione di alcuna misura di trattamento retributivo da parte del datore di lavoro (ovvero del committente per gli iscritti al Fpls);
– “1” qualora, in caso di malattia del lavoratore, sia prevista l’erogazione da parte del datore di lavoro (ovvero del committente per i lavoratori iscritti al Fpls) di un trattamento retributivo integrativo rispetto alla misura dell’indennità economica a carico dell’Inps. L’integrazione retributiva sommata all’importo dell’indennità economica a carico dell’Inps non deve essere superiore alla misura del trattamento retributivo contrattuale spettante in via ordinaria al lavoratore;
– “2” qualora, in caso di malattia del lavoratore, sia prevista l’erogazione, in misura piena, da parte del datore di lavoro (ovvero del committente per gli iscritti al Fpls) del trattamento retributivo contrattuale spettante in via ordinaria, in luogo dell’indennità economica di malattia da parte dell’Inps.
Orbene, viene ora specificato che le istruzioni sono fornite per l’assolvimento degli obblighi informativi ai fini previdenziali relativi ai lavoratori per i quali sia applicabile, sulla base del quadro normativo vigente, l’assicurazione economica di malattia. A titolo esemplificativo, quindi, l’elemento non deve essere compilato nelle denunce relative ai lavoratori con qualifica dirigenziale e ai lavoratori con qualifica impiegatizia del settore industria.
Altresì, l’elemento <TipoRetrMal> è volto a connotare non le singole vicende relative all’evento malattia in sé considerato nel periodo di riferimento, ma soltanto l’obbligo o meno assunto contrattualmente dal datore di lavoro. Pertanto, a titolo esemplificativo, qualora il contratto o accordo collettivo preveda che il lavoratore abbia diritto all’integrazione da parte del datore di lavoro, il codice da utilizzare è comunque “1” a prescindere dalla circostanza che effettivamente detta integrazione per qualsivoglia ragione, nel periodo di riferimento del flusso Uniemens, non venga effettivamente corrisposta al lavoratore o venga erogata in diversa misura (ad esempio, per superamento del numero dei giorni in cui l’integrazione è contrattualmente riconosciuta).
Infine, allo scopo di consentire ai datori di lavoro e agli incaricati dello svolgimento degli adempimenti in materia di lavoro, di perfezionare l’organizzazione degli elementi informativi sulla base delle procedure gestionali utilizzate, l’obbligo di valorizzazione del nuovo elemento <TipoRetrMal>, è rinviato ai periodi di competenza del mese di maggio 2019.

Domestici: dal 1° al 10 aprile 2019 pagamento contributi 1° trimestre

L’Inps comunica che dal 1° al 10 aprile 2019 sarà possibile pagare i contributi del 1° trimestre 2019 dei lavoratori domestici.

I datori di lavoro domestico possono adempiere al pagamento dei contributi direttamente online tramite il portale dei pagamenti. Il servizio online prevede, attraverso il citato Portale, il pagamento dei contributi relativi a un singolo rapporto di lavoro con l’utilizzo del codice fiscale del datore di lavoro e il codice del rapporto di lavoro senza la necessità di possedere il PIN oppure il pagamento dei contributi relativi a uno o più rapporti di lavoro tramite il codice fiscale del datore di lavoro e il PIN, che può essere richiesto attraverso lo specifico servizio online. In questo caso la procedura permette di visualizzare tutti i rapporti di lavoro che fanno capo all’utente.
Una volta avvenuta l’autenticazione, è proposto l’importo complessivo per il trimestre in scadenza, calcolato in base ai dati comunicati all’assunzione o successivamente variati con l’apposita comunicazione.
Dopo aver visualizzato tale importo, l’utente potrà individuare la modalità preferita con la quale effettuare il pagamento, scegliendo:
– la modalità online pagoPA, con carta di credito, carta di debito oppure conto corrente bancario;
– il bollettino MAV inviato dall’INPS. Il bollettino può altrimenti essere generato direttamente online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici; presso le aree di front office delle sedi INPS, utilizzando lo sportello automatico per il cittadino con autenticazione mediante tessera sanitaria;
– l’avviso di pagamento pagoPA generato online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici.
In alternativa, è possibile rivolgersi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche”.

Fondo di Tesoreria, la gestione dell’obbligo da parte delle aziende agricole

I chiarimenti Inps in merito alla procedura che le aziende agricole devono osservare al fine della gestione dell’obbligo di versamento della quota di Tfr maturata da ciascun lavoratore al Fondo di Tesoreria.

Come noto, al fine di ottimizzare il sistema di accertamento e riscossione dei contributi dovuti al Fondo di Tesoreria da parte delle aziende agricole con dipendenti, sulla scorta delle informazioni acquisite dall’Inps attraverso i dati contenuti nelle dichiarazioni trimestrali di manodopera (DMAG), è stato attribuito d’ufficio il codice di autorizzazione (CA) “1R” alle aziende che presentano una forza aziendale di almeno 50 dipendenti e che sono, pertanto, obbligate al versamento al predetto Fondo della quota di Tfr maturata da ciascun lavoratore a decorrere dal 1° gennaio 2007.
Al fine di agevolare le aziende e/o i loro intermediari, l’informazione dell’attribuzione del CA “1R” sarà visualizzabile nel “Cassetto Previdenziale Aziende Agricole”, all’interno della sezione “DATI AZIENDA”, “Codici Autorizzazione”.
Qualora l’azienda, alla quale non sia stato attribuito d’ufficio il CA “1R”, ritenesse di essere tenuta all’obbligo di versamento al Fondo, potrà comunicarlo all’Istituto attraverso apposita procedura telematica. La comunicazione dovrà essere effettuata per il tramite del “Cassetto Previdenziale Aziende Agricole”, selezionando “COMUNICAZIONI BIDIREZIONALI”, “Invio Comunicazioni”.
Parimenti, il datore di lavoro a cui è stato attribuito d’ufficio il CA “1R”, visualizzabile mediante la consultazione del fascicolo, laddove ritenesse di non essere tenuto all’obbligo di versamento, può chiedere l’eliminazione del predetto CA, che avverrà a seguito di apposita valutazione da parte della Struttura territoriale competente.

La verifica del doppio onere previdenziale in capo al socio amministratore di srl commerciale

Ai fini della valutazione della ricorrenza del “doppio onere” previdenziale (Gestione Commercianti e Gestione separata) in capo ad un socio amministratore, occorre una “coesistenza” di attività riconducibili, rispettivamente, al commercio e all’amministrazione societaria e il relativo onere probatorio, gravante sull’ente previdenziale, deve evidenziare la prova del personale apporto all’attività di impresa, con diretta ed abituale ingerenza dell’amministratore nel ciclo produttivo della stessa, sulla base di elementi quali: la complessità dell’impresa, l’esistenza di dipendenti, la loro qualifica e le loro mansioni.

Una Corte di Appello territoriale, confermando la decisione del Tribunale di prime cure, aveva accolto le opposizioni proposte, con separati ricorsi, da un socio di srl a due cartelle esattoriali con le quali l’Inps gli aveva chiesto il pagamento di contributi e relative somme aggiuntive dovuti alla Gestione Commercianti per un dato periodo. Ad avviso della Corte, correttamente il primo giudice aveva ritenuto che dalle risultanze istruttorie non fosse emersa la partecipazione personale del socio ed amministratore unico della srl al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza.
Ricorre così in Cassazione l’Inps lamentando che la Corte di merito aveva erroneamente ritenuto che l’attività espletata dal socio rientrasse tra i compiti propri dell’amministratore di società operando, in tal modo, una commistione inaccettabile fra le funzioni proprie dell’amministratore e l’attività in qualità di socio.
Per la Suprema Corte il ricorso è infondato. Per il “doppio onere”, infatti, occorre una “coesistenza” di attività riconducibili, rispettivamente, al commercio e all’amministrazione societaria e la relativa verifica, rientrante tra i compiti del giudice di merito, deve essere effettuata in modo puntuale e rigoroso. Così, è indispensabile che l’onere probatorio, gravante sull’ente previdenziale, evidenzi la prova del personale apporto all’attività di impresa, con diretta ed abituale ingerenza dell’amministratore nel ciclo produttivo della stessa, sulla base di elementi quali: la complessità o meno dell’impresa, l’esistenza o meno di dipendenti e/o collaboratori, la loro qualifica e le loro mansioni.