Congedo parentale, la mancata cura dei figli giustifica il recesso

In tema di congedo parentale, allorché il diritto venga esercitato non per la cura diretta del bambino, bensì per attendere ad altra attività di lavoro, ovvero allorquando il genitore trascuri la cura del figlio per dedicarsi a qualunque altra attività che non sia in diretta relazione con detta cura, può verificarsi un abuso del diritto potestativo tale da giustificare un licenziamento per giusta causa

La vicenda giudiziaria riguarda l’impugnativa del licenziamento per giusta causa proposta da un lavoratore cui era stato mosso l’addebito, accertato sulla scorta di indagini investigative, di non aver svolto alcuna attività a favore del figlio, per oltre la metà del tempo concessogli a titolo di congedo parentale, con uno sviamento dalla funzione tipica dell’istituto, finalizzato invece a sostenere i bisogni affettivi e relazionali del figlio. La Corte territoriale, conformemente ai giudici di prime cure, ha ritenuto fondata la contestazione disciplinare e che la condotta potesse integrare un comportamento idoneo alla ravvisabilità della giusta causa di recesso.
In Cassazione ricorre così il lavoratore, lamentando in particolare che i giudici di merito hanno erroneamente ancorato al tempo il giudizio sulla correttezza della fruizione dei congedi parentali, laddove invece nella normativa non vi è traccia della necessità che il congedo sia gestito garantendo al minore una presenza caratterizzata da “continuità ed esclusività”.
Tale mezzo di gravame non è meritevole di accoglimento per la Suprema Corte. Anzitutto, la garanzia costituzionale per le prestazioni previdenziali connesse alla protezione sociale della famiglia rileva in situazioni indipendenti dall’evento della maternità naturale, riferibili anche alla paternità, sul presupposto che la tutela assolve anche alle esigenze di carattere relazionale ed affettivo che sono collegate allo sviluppo della personalità del bambino. In secondo luogo, il congedo parentale si configura come un diritto potestativo, esercitato sia nei confronti del datore di lavoro, nell’ambito del contratto di lavoro subordinato, con la conseguente sospensione della prestazione del dipendente, sia nei confronti dell’ente previdenziale, con il conseguente obbligo del medesimo ente di corrispondere l’indennità. Tuttavia, la configurazione legale di tale diritto potestativo non esclude la verifica delle modalità del suo esercizio. Di qui, allorché il diritto venga esercitato non per la cura diretta del bambino, bensì per attendere ad altra attività di lavoro, ancorché incidente positivamente sulla organizzazione economica e sociale della famiglia, ovvero allorquando il genitore trascuri la cura del figlio per dedicarsi a qualunque altra attività che non sia in diretta relazione con detta cura, può verificarsi un abuso del diritto potestativo di congedo parentale.

Branch exemption: istruzioni per correggere le dichiarazioni

Con la Risoluzione n. 4/E del 15 gennaio 2018, l’Agenzia delle Entrate ha fornito istruzioni per correggere i modelli dichiarativi 2017, al fine di ottemperare agli obblighi informativi imposti dalla disciplina attuativa del regime di branch exemption, attraverso la presentazione di dichiarazioni integrative/sostitutive entro il 29 gennaio 2018.

REGIME BRANCH EXEMPTION

Attraverso il regime di branch exemption un’impresa residente nel territorio dello Stato può optare per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili a tutte le proprie stabili organizzazioni all’estero. L’opzione è irrevocabile ed è esercitata al momento di costituzione della stabile organizzazione, con effetto dal medesimo periodo d’imposta.
Con il provvedimento del 28 agosto 2017, l’Agenzia delle Entrate ha approvato le modalità applicative del regime di “branch exemption”, fornendo indicazioni anche in ordine agli adempimenti dichiarativi a cui è tenuta l’impresa residente, per evidenziare i dati riferiti a ciascuna stabile organizzazione situata all’estero per cui si applica l’esenzione, cd. “branch esente”.
Nel frattempo, tuttavia, i modelli dichiarativi già approvati a gennaio 2017, non sono stati adeguati alle prescrizioni informative stabilite dalla suddetta disciplina, creando di fatto una incongruenza tra gli obblighi dichiarativi previsti dal regime di branch exemption e le istruzioni di compilazione dei modelli.
Considerato, però, che tale regime è applicabile già dal 2016, la Risoluzione n. 4/E/2018, rispondendo ad un interpello, fornisce le istruzioni per ottemperare ai richiesti obblighi informativi nell’ambito dei modelli dichiarativi 2017, attraverso la presentazione di dichiarazioni integrative/sostitutive entro il 29 gennaio 2018 (novanta giorni dal termine di scadenza del 31 ottobre 2017).
Tenuto conto, peraltro, delle obiettive condizioni di incertezza determinate dal vuoto normativo, la presentazione delle dichiarazioni integrative per l’adeguamento ai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate è esente da sanzioni.

CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

I chiarimenti forniti riguardano, in particolare, le modalità di compilazione della dichiarazione dei redditi e della dichiarazione Irap riguardo a:
– compilazione del quadro RF per la determinazione del reddito complessivo dell’impresa e della singola branch esente;
– compilazione del prospetto per la deduzione del capitale investito proprio (ACE);
– codice di identificazione fiscale estero da indicare in caso di branch plurime, con la presenza di singola branch a cui sia applicabile la disciplina CFC;
– credito di imposta ed eccedenze di imposta estera e di imposta nazionale riportabili;
– indicazione della deduzione relativa al branch esente nella compilazione del modello IRAP, ai fini della determinazione del valore della produzione netta.

Compilazione quadro RF Per quanto riguarda la compilazione del quadro RF, il reddito/perdita della singola branch esente deve essere indicato separatamente nella dichiarazione dei redditi dell’impresa nel complesso. A tal fine, il primo modulo del quadro RF deve essere compilato dal soggetto che presenta la dichiarazione, affinché l’impresa nel complesso calcoli il suo reddito, mentre i successivi moduli, o il quadro FC vanno compilati per determinare il reddito delle singole stabili organizzazioni. Il reddito delle branch è sottratto dal reddito imponibile o sommato alla perdita fiscale dell’impresa nel complesso. La perdita della branch viene sommata al reddito imponibile o sottratta alla perdita fiscale dell’impresa nel complesso. Pertanto, la somma algebrica dei redditi e delle perdite di tutte le singole branch risultanti dai predetti moduli va riportata tra le variazioni in aumento (se negativa) o in diminuzione (se positiva), rispettivamente, nei righi RF31 (codice 45) e RF55 (codice 41).
Prospetto ACE Con riferimento al prospetto ACE, viene chiarito che in quello del primo modulo del quadro RS, devono essere indicati i dati inerenti esclusivamente alla casa madre. A partire dal secondo modulo del quadro RS, il dichiarante deve riportare nel prospetto ACE i dati di ciascuna branchcome individuata nel modulo del quadro RF nel prospetto denominato “Esenzione degli utili e delle perdite delle stabili organizzazioni all’estero di imprese residenti”. In pratica, la numerazione dei moduli del quadro RF e del quadro RS deve corrispondere alla medesima branch.
L’ammontare complessivo del rendimento nozionale relativo alle branch non può essere superiore al rendimento nozionale relativo all’impresa nel complesso. Quindi, la parte eventualmente eccedente va imputato proporzionalmente in riduzione del rendimento nozionale relativo a ogni singola branch, indicando nel relativo prospetto ACE l’importo al netto della riduzione nel campo “Rendimenti totali”. Quest’ultimo importo, dunque, va utilizzato in abbattimento del reddito della singola branch, avendo cura di indicare l’ammontare deducibile nella determinazione del reddito tra le altre variazioni in diminuzione del quadro RF, rigo RF55, utilizzando il codice 99, fino a concorrenza del reddito della stessa branch. L’eventuale eccedenza di rendimento nozionale deve essere riportata dalla medesima branch nei periodi d’imposta successivi, senza alcun limite quantitativo e temporale, indicando l’ammontare spettante nel campo “Eccedenza riportabile”.
Branch plurimi Rispetto all’ipotesi di più siti produttivi, ciascuno dei quali configurante un’autonoma branch per lo Stato estero di localizzazione, si assume che all’estero vi sia un’unica stabile organizzazione, fatta eccezione per l’ipotesi in cui il singolo sito produttivo integri i presupposti applicativi della disciplina CFC. In tal caso, il codice di identificazione fiscale estero da riportare in dichiarazione può essere riferito, a scelta, ad uno dei vari siti produttivi (branch esente), purchè diverso da quello cui sia applicabile la disciplina CFC.
Eccedenze di imposta riportabili In merito alle eccedenza di imposte riportabili, si deve procedere al ricalcolo delle eccedenze di imposta nazionali ed estere separando, all’interno del medesimo Paese, quelle attribuibili alle stabili organizzazioni esenti rispetto a quelle imputabili agli altri redditi esteri compilando più moduli del quadro CE.
Compilazione modello IRAP con riferimento alla compilazione del modello IRAP, il valore della produzione netta relativa alla branch esente, da scomputare dal valore della produzione netta dell’impresa nel complesso, deve essere determinato in via analitica partendo dal rendiconto economico e patrimoniale. Detta quota esente va indicata in uno dei campi presenti nei righi dove si riportano le “altre variazioni” (in aumento e in diminuzione), utilizzando il codice “99” (ad es. quadro IC51 o IC57 del quadro IC relativo alle società di capitali). Non è necessaria la compilazione della sezione II del quadro IS.

Prestazioni agli organizzatori di spettacoli: nessuna IVA agevolata

È prevista l’IVA ordinaria per prestazioni di servizi rese ad organizzatori di spettacoli (Corte di Cassazione – Ordinanza 12 gennaio 2018, n. 622).

La Cassazione rigetta il ricorso proposta dall’Agenzia delle Entrate, avverso la sentenza della CTR.
Secondo l’avviso di accertamento del Fisco, non poteva essere applicata l’aliquota IVA agevolata del 10% per le prestazioni di servizi rese ad organizzatori di spettacoli da parte della società, esercente attività di “creazioni ed interpretazioni nel campo della musica”.
La società srl sosteneva di avere venduto prestazioni di servizio definibili come “concerti vocali e strumentali”, l’Ufficio, invece, aveva sostenuto che l’IVA agevolata non era applicabile né alle prestazioni tecniche né ai rapporti tra produttore ed organizzatore, in quanto le prestazioni agevolabili erano quelle di carattere artistico e non quelle tecniche, anche se funzionalmente connesse alla realizzazione dell’evento.
Per la ricorrente, poiché la norma che prevede un’aliquota agevolata è norma eccezionale, essa deve essere applicata ai casi specificamente previsti, con conseguente divieto di interpretazione estensiva ed analogica. Il contribuente che sostiene di avere diritto all’applicazione dell’aliquota agevolata ha l’onere di dimostrarne i presupposti.
I contratti stipulati dalla s.r.l. con gli organizzatori non erano contratti di scrittura, non avendo come oggetto le modalità e le condizioni della prestazione artistica; si trattava, invece, di obbligo di fornire al promoter un pacchetto unitario comprendente il contratto di scrittura ma anche un complesso di altre prestazioni.
La Suprema Corte ha recentemente statuito che, in tema di IVA, le attività spettacolistiche, si caratterizzano per il loro svolgimento davanti ad un pubblico, che ne è il diretto fruitore, e godono di un trattamento fiscale agevolato che individua il momento in cui la prestazione si considera effettuata nell’inizio dell’esecuzione e prevede, quale documentazione fiscale, il biglietto di accesso allo spettacolo e non la fattura, sicché in esse non rientra la vendita di uno spettacolo dal produttore all’organizzatore.

Via libera alla compilazione della domanda per i voucher digitalizzati

Dalle ore 10 di oggi si può accedere alla piattaforma per compilare la domanda, invece, la trasmissione è consentita dal 30 Gennaio 2018 (MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – Comunicato 12 gennaio 2018).

Il voucher è destinato all’acquisto di hardware, software e servizi specialistici per digitalizzare i processi aziendali e favorire l’ammodernamento tecnologico.
Ogni impresa può beneficiare di un unico voucher fino a 10 mila euro, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili.
Dal 15 gennaio ore 10 è possibile accedere alla piattaforma per compilare la domanda, la trasmissione, invece, è consentita a partire dalle ore 10.00 del 30 Gennaio 2018 alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018.
Le risorse disponibili sono pari a 100 milioni di euro. Nell’ambito della dotazione finanziaria complessiva è prevista una riserva destinata alle imprese che hanno conseguito il rating di legalità.

Dall’1/1/2018 variano i contributi alla Cassa Edile di L’Aquila

La Cassa Edile della provincia di L’Aquila pubblica le aliquote contributive decorrenti dal 1° gennaio 2018

CONTRIBUZIONI IN VIGORE DAL 1° GENNAIO 2018

Contributo

Totale Percentuale

Quota a carico del Datore di Lavoro

Quota a carico del Lavoratore

Quota da assogg. a imposiz. Fiscale

Quota da assoggett. a fini contributivi nella misura del 15%

Cassa Edile 1,92 1,60 0,32 0,50 1,92
FNAPE 3,50 3,50 3,50
Ente Paritetico Unificato Formazione/Sicurezza 1,00 1,00 1,00
Quota Nazionale di Adesione Contrattuale 0,44 0,22 0,22
Quota Territoriale di Adesione Contrattuale 1,16 0,58 0,58
R.L.S.T. 0,05 0,05 0,05
Lavori usuranti e pesanti 0,10 0,10   0,10
Mutualizzazioni varie Sicurezza 0,10 0,10 0,10
Norma premiale 0,10 0,10 0,10
Finanz. CNCE 0,02 0,02
Totale contributi obbligatori 8,39 7,27 1,12 0,50 6,77