Attiva la procedura di attribuzione al Fondo Metasalute dei piani sanitari 2019

Da ieri è attiva la procedura di attribuzione dei piani sanitari valevoli per l’anno 2019 al Fondo Metasalute per i lavoratori della metalmeccanica industria

 

Tutte le aziende aderenti, pur avendo effettuato la selezione dei piani 2018, devono nuovamente effettuare la selezione per l’anno 2019 poichè l’attribuzione dei piani ha validità per un anno solare. Il completamento parziale della procedura e/o l’assenza di alcuna selezione alla data del 19 ottobre 2018 determinerà l’applicazione del piano Base per l’intero anno 2019.
Il Manuale di attribuzione dei piani sanitari 2019, disponibile sul sito web del Fondo nell’area pubblica “Manuali Area Riservata”, illustra dettagliatamente tutti i passaggi utili alla corretta gestione dei 3 step previsti dalla procedura:
I piani prescelti avranno durata per l’intero anno solare 2019 (1 gennaio – 31 dicembre) e non potranno essere variati in corso d’anno. Si raccomanda pertanto un’attenta consultazione delle istruzioni operative illustrate nell’apposito manuale. Per motivi amministrativi e gestionali non potranno essere accolte eventuali richieste di modifica dei piani successive alla chiusura della procedura o dei singoli step.
L’adesione dei lavoratori dipendenti ai piani sanitari 2019 può avvenire solo in forma collettiva, per la totalità o per gruppi omogenei di lavoratori. In azienda possono essere attivati – con accordo o Regolamento aziendale – un massimo di tre piani sanitari l’anno.

Prodotti vegetali: modificati i requisiti e la dotazione minima per la produzione/commercio

Apportate alcune modifiche sui requisiti di professionalità e della dotazione minima delle attrezzature occorrenti per l’esercizio dell’attività di produzione, commercio e importazione di vegetali e prodotti vegetali (Ministero Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo – decreto del 03 agosto 2018).

Le modifiche sono state rese necessarie in virtù:
– della recente diffusione nel territorio nazionale di ditte che effettuano la lavorazione, la selezione, la concia e confettatura o altri trattamenti alle sementi per conto terzi con l’impiego di selezionatori mobili, direttamente presso le aziende agricole che effettuano il reimpiego della semente lavorata;
– dell’esigenza di definire i requisiti di professionalità appropriati e necessari per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio della specifica attività per conto terzi sopra indicata;
– della necessità di stabilire le attrezzature costituenti la dotazione minima per lo svolgimento della specifica attività per conto terzi sopra indicata, nonché i dati da riportare nella richiesta di autorizzazione e la documentazione da allegare;
– della necessità di semplificare le procedure autorizzative previste dalle normative fitosanitarie e di qualità, prevedendo la possibilità di inoltrare un’unica domanda per tutte le autorizzazioni previste.

In tal senso le modifiche riguardano:
– i dati essenziali da fornire con la richiesta di autorizzazione e documentazione da allegare;
– le indicazioni da riportare nell’autorizzazione;
– le prescrizioni fitosanitarie in funzione della categoria di appartenenza;
– strutture e mezzi necessari per lo svolgimento delle attività.

Interessi passivi su mutui: se la proprietà è indivisa, la detrazione spetta alla cooperativa

Con Ordinanza n. 21092 del 24 agosto 2018, la Corte di Cassazione ha affermato che il beneficio della detrazione per gli interessi passivi sul mutuo ipotecario pagati dal socio assegnatario dell’alloggio di cooperativa edilizia a proprietà indivisa, spetta alla cooperativa stessa in quanto proprietaria degli immobili fino alla divisione.

FATTO

L’Agenzia delle Entrate ha emesso cartella di pagamento nei confronti del contribuente per il recupero delle detrazioni IRPEF fruite in relazione agli interessi passivi sul mutuo ipotecario, in qualità di socio assegnatario di alloggio della cooperativa edilizia a proprietà indivisa, contestando che il beneficio era fruibile dalla cooperativa e non dal socio.
I giudici tributari hanno accolto il ricorso del contribuente, affermando che la detrazione spettasse al socio della cooperativa in quanto “assegnatario” di un alloggio della stessa e che il mutuo facesse carico al socio assegnatario, anche se indiviso. Secondo i giudici, siccome ciò che rileva per godere della detrazione è la circostanza del mutuo indiviso, allo stesso fine deve ritenersi ammissibile quando la proprietà complessiva degli alloggi sia indivisa.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE

Riformando la decisione dei giudici tributari, su ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la Corte di Cassazione ha osservato che secondo la norma agevolativa sono detraibili dall’imposta lorda (nella misura del 19%) gli interessi passivi e i relativi oneri accessori pagati (attualmente fino ad un massimo di € 4.000) in dipendenza di mutui garantiti da ipoteca su immobili contratti per l’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale.
Il beneficio spetta, nello stesso limite complessivo e alle stesse condizioni, anche con riferimento alle somme corrisposte dagli assegnatari di alloggi di cooperative e dagli acquirenti di unità immobiliari di nuova costruzione, alla cooperativa o all’impresa costruttrice a titolo di rimborso degli interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione relativi ai mutui ipotecari contratti dalla stessa e ancora indivisi.
Secondo i giudici della Suprema Corte, la norma, resa chiara in particolare dall’uso della punteggiatura, deve essere interpretata nel senso che la detrazione spetta alla cooperativa anche con riferimento alle somme corrisposte dagli assegnatari di alloggi di cooperative e dagli acquirenti di unità immobiliari di nuova costruzione.
La Corte di Cassazione, precisa, che sul piano sostanziale, la giustificazione della detrazione va correlata all’accensione di mutui garantiti da ipoteca su immobili contratti per l’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale e dunque ad un rapporto riferibile, nel caso in esame, formalmente e sostanzialmente, alla cooperativa e non ai singoli soci, trattandosi di mutui ipotecari ancora indivisi, come del resto ancora indivisa è la proprietà degli immobili, essendo i soci assegnatari degli alloggi in godimento, e non in forza di un diritto di proprietà.
In definitiva la detrazione spetta a titolo di rimborso degli interessi passivi e degli oneri accessori corrisposti dalla cooperativa in forza dei mutui ipotecari da essa stessa contratti.

Strutture territoriali Inps: operativo nuovo Polo regionale

In applicazione dell’aggiornamento del modello organizzativo delle Strutture territoriali Inps, la Direzione regionale Lombardia, tenuto conto dei carichi di lavoro, del patrimonio di conoscenze e della dotazione organica e logistica delle Strutture designate, ha proposto l’istituzione del Polo regionale “Pensioni in regime internazionale extra Svizzera”, presso la Direzione provinciale di Como, e l’ampliamento delle competenze del Polo nazionale per i residenti in Svizzera, presso la Direzione provinciale di Bergamo.

La circolare Inps n. 76/2018 ha previsto la costituzione di Poli a valenza nazionale, regionale e interregionale per le attività che generano valore in condizioni di accentramento logistico, concentrazione di competenze e serialità dell’azione operativa, con riferimento anche ai prodotti che si caratterizzano per flussi e tempi di lavorazioni particolari, quali i Fondi speciali, le Pensioni in convenzione, il TFR/TFS.
In applicazione di tale circolare, la Direzione regionale Lombardia ha proposto l’istituzione del Polo regionale “Pensioni in regime internazionale extra Svizzera”, presso la Direzione provinciale di Como, e l’ampliamento delle competenze del Polo nazionale per i residenti in Svizzera, presso la Direzione provinciale di Bergamo. Pertanto, a far data dal 1° settembre 2018, essendo stata approvata la citata proposta, risulta operativo il menzionato Polo ed ampliate le competenze di cui sopra.
In particolare, il Polo regionale “Pensioni in regime internazionale extra Svizzera” avrà la competenza sulle domande di prima liquidazione delle pensioni dirette e indirette in regime internazionale, sia comunitario che di convenzione bilaterale, sulle domande di ricostituzione, contributiva e documentale, e di supplemento presentate dai residenti in Lombardia.
Il Polo nazionale per i residenti in Svizzera, in aggiunta alla competenza sulle domande di pensione in regime nazionale ed internazionale presentate dai residenti in Svizzera, di cui alla circolare n. 100/2003, gestirà anche le domande di prima liquidazione delle pensioni dirette e indirette in regime internazionale italo-svizzero, le domande di ricostituzione, contributiva e documentale, e di supplemento, in regime italosvizzero, presentate dai residenti in Lombardia.
Per le suddette domande, i Poli in trattazione cureranno anche l’istruttoria e la definizione dei ricorsi amministrativi e giudiziari.
Sono di competenza dei Poli specialistici anche le richieste presentate agli/dagli Organismi esteri, in assenza di una domanda di pensione, dei formulari “E 205” e delle analoghe certificazioni previste dalle convenzioni bilaterali (Messaggio Inps n. 3352/2018).

IVA: come transitare dal regime semplificato al regime forfetario

17 SETT 2018 Il Fisco chiarisce l’applicabilità del regime forfetario da parte del contribuente che ha optato per il regime semplificato (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risoluzione 14 settembre 2018, n. 64/E)

A partire dal 1° gennaio 2015, il regime naturale per i contribuenti in possesso dei requisiti previsti dalla legge è il regime forfetario. Tuttavia, a tali soggetti è consentito optare per la determinazione dell’IVA e del reddito nei modi ordinari.
La scelta per comportamento concludente, esercitata nel 2015, di avvalersi del regime contabile semplificato non vincola il contribuente alla permanenza triennale nel regime scelto, trattandosi comunque di un regime “naturale” proprio dei contribuenti minori. Il vincolo triennale, ivi previsto, è rilevante solo per coloro che scelgono di rimanere nel regime semplificato, e non anche per coloro che, avendone i requisiti, scelgono di accedere al regime forfetario.
Ne consegue che in presenza dei requisiti richiesti dalla normativa di riferimento il contribuente ha facoltà di transitare dal regime semplificato al regime forfetario senza dover scontare alcun vincolo triennale di permanenza, e quindi, avvalersi per l’anno d’imposta 2018 del regime forfetario.
Si evidenzia, quindi, che l’opzione e la revoca di regimi di determinazione dell’imposta o di regimi contabili si desumono da comportamenti concludenti del contribuente o dalle modalità di tenuta delle scritture contabili. La validità dell’opzione e della relativa revoca è subordinata unicamente alla sua concreta attuazione sin dall’inizio dell’anno o dell’attività, il contribuente è obbligato a comunicare l’opzione nella prima dichiarazione annuale IVA da presentare successivamente alla scelta operata, resta ferma la validità dell’opzione anche nelle ipotesi di omessa, tardiva o irregolare comunicazione, sanzionabili secondo le vigenti disposizioni.
Ne consegue che l’omessa indicazione dell’opzione, nella dichiarazione IVA relativa all’anno d’imposta 2015, per l’applicazione del regime di contabilità ordinario per le imprese minori, seppur non vincolante ai fini dell’efficacia del regime scelto, costituisce tuttavia una violazione sanzionabile, che il contribuente può sanare attraverso l’istituto del ravvedimento operoso.