Le eccezioni all’obbligo di riscossione dei crediti Inps a mezzo ruolo

Tra le eccezioni all’obbligo di riscossione dei crediti Inps mediante ruolo, rientra anche il credito contenuto in una sentenza passata in giudicato ovvero oggetto di decreto ingiuntivo non opposto, oppure la cui opposizione sia stata respinta, cui segue la notificazione del precetto

Una Corte di appello territoriale rigettava l’impugnazione proposta dall’Inps contro la sentenza con la quale il giudice di primo grado aveva accolto l’opposizione di un datore di lavoro avverso il precetto notificatogli dall’Inps, scaturente da un decreto ingiuntivo, per contributi previdenziali obbligatori e sanzioni civili e non opposto. A fondamento della decisione, la Corte di appello sosteneva che la riscossione del credito Inps dovesse avvenire necessariamente mediante ruolo, salvo che si fosse trattato di crediti già oggetto dei procedimenti civili di cognizione ordinaria e di esecuzione. Ciò sottendeva che dovevano essere procedimenti già iniziati ed in corso, mentre se il procedimento fosse stato definito con sentenza passata in giudicato o con decreto ingiuntivo esecutivo, fosse evidente che dovesse comunque iscriversi a ruolo il credito come accertato in giudizio e che quindi l’Inps non poteva procedere mediante precetto.
In Cassazione ricorre l’Inps lamentando che nella fattispecie i crediti per cui si era proceduto con l’atto di precetto, erano stati oggetto di decreto ingiuntivo definitivo ed il loro pagamento era stato intimato già con primo atto di precetto, mentre esso non poteva iscrivere a ruolo un credito già oggetto di titolo esecutivo, per la duplicazione del titolo esecutivo che si sarebbe prodotta.
Per la Suprema Corte il ricorso è fondato. Difatti, nella previsione di legge, che individua le eccezioni all’obbligo di riscossione dei crediti mediante ruolo, rientra anche, a maggiore ragione rispetto all’ipotesi di pendenza del relativo procedimento civile, il credito contenuto in una sentenza passata in giudicato ovvero oggetto di decreto ingiuntivo non opposto (oppure la cui opposizione sia stata respinta), cui segue la notificazione del precetto. Ciò, si evince in primis da evidenti ragioni logico giuridiche, poi perché non c’è motivo plausibile per ritardare l’inizio dell’azione esecutiva da parte dell’Inps già in possesso di un titolo esecutivo, infine perché altrimenti si darebbe adito alla creazione di più titoli esecutivi per lo stesso credito.

Pronti i modelli per la dichiarazione IVA 2018

L’Agenzia delle Entrate ha approvato i modelli IVA/2018 e IVA Base/2018, e le relative istruzioni, da utilizzare per la presentazione, entro il 30 aprile 2018, della dichiarazione annuale IVA riferita all’anno 2017. con successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate saranno definite le specifiche tecniche per la trasmissione telematica (Provvedimento 15 gennaio 2018, n. 10581)

Il Modello IVA/2018 deve essere utilizzato per presentare la dichiarazione IVA relativa all’anno 2017.
Rispetto allo scorso anno, per cui la scadenza di presentazione della dichiarazione era il 28 Febbraio, la dichiarazione IVA 2018 deve essere presentata nel periodo compreso tra il 1° febbraio ed il 30 aprile 2018.

L’IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale deve essere versata entro il 16 marzo 2018 (se il relativo importo supera 10,00 euro). L’importo da versare può essere pagato in un’unica soluzione ovvero suddiviso in rate di pari importo.
In caso di rateizzazione, la prima rata deve essere versata entro il 16 marzo 2018 e le rate successive entro il giorno 16 di ciascun mese di scadenza; in ogni caso l’ultima rata non può essere versata oltre il 16 novembre. Sull’importo delle rate successive alla prima è dovuto l’interesse fisso pari allo 0,33% mensile (pertanto la seconda rata deve essere aumentata dello 0,33%, la terza rata dello 0,66% e cosi via).
Inoltre, il versamento può essere differito alla scadenza prevista per il versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi (30 giugno 2018), maggiorando l’importo dello 0,40% a titolo d’interesse per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo.

In alternativa al Modello IVA/2018, è approvata una versione semplificata del modello di dichiarazione annuale: Modello IVA-Base/2018. Quest’ultimo, tuttavia, può essere utilizzato esclusivamente dai soggetti IVA che nel corso dell’anno:
– hanno determinato l’imposta dovuta o l’imposta ammessa in detrazione secondo le regole generali previste dalla disciplina Iva e, pertanto, non hanno applicato regimi speciali Iva (ad esempio, agricoltori o agenzie di viaggio);
– hanno effettuato in via occasionale cessioni di beni usati e/o operazioni per le quali è stato applicato il regime forfetario previsto per le attività agricole connesse;
– non hanno effettuato operazioni con l’estero (cessioni ed acquisti intracomunitari, cessioni all’esportazione ed importazioni, ecc.);
– non hanno effettuato acquisti ed importazioni senza applicazione dell’imposta avvalendosi dell’istituto del plafond;
– non hanno partecipato ad operazioni straordinarie o trasformazioni sostanziali soggettive.

Invariate le modalità di presentazione della dichiarazione annuale IVA che, sia in forma ordinaria (Modello IVA/2018) sia in forma semplificata (Modello IVA-Base/2018), deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate esclusivamente via telematica, e può essere trasmessa, alternativamente:
a) direttamente dal dichiarante, previa abilitazione ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, in base alle proprie caratteristiche personali (Fisconline o Entratel);
b) tramite un intermediario abilitato, che la trasmette esclusivamente tramite Entratel;
c) tramite altri soggetti incaricati (per le Amministrazioni dello Stato), che si avvalgono del servizio Entratel;
d) tramite società appartenenti al gruppo, che utilizzano il servizio Entratel.
La dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate. La prova della presentazione della dichiarazione è data dalla comunicazione attestante l’avvenuto ricevimento dei dati, rilasciata sempre per via telematica.

PRINCIPALI MODIFICHE AL MODELLO

FRONTESPIZIO Nel Frontespizio è stato eliminato il riquadro “Sottoscrizione dell’ente o società controllante” per effetto dell’abolizione dell’obbligo di sottoscrizione della dichiarazione di ciascuna controllata da parte dell’ente o società controllante in una procedura di liquidazione IVA di gruppo.
QUADRO “VE” Nella “Sezione 4” il rigo “VE38” è stato rinominato “Operazioni effettuate nei confronti dei soggetti di cui all’art. 17-ter” per l’esposizione delle operazioni effettuate, oltre che nei confronti delle pubbliche amministrazioni, anche nei confronti delle società assoggettate al cd. “split payment”.
QUADRO “VJ” Nel Quadro VJ è stato soppresso il rigo “VJ12”, dove erano indicati gli acquisti di tartufi da rivenditori dilettanti e occasionali non muniti di partita IVA, mentre il rigo “VJ18” è stato rinominato “Acquisti dei soggetti di cui all’art. 17-ter” per l’esposizione degli acquisti effettuati, oltre che dalle pubbliche amministrazioni, anche dalle società soggette allo “split payment”.
QUADRO “VH” il Quadro VH deve essere compilato esclusivamente qualora si intenda inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA. Inoltre, sono stati introdotti i righi “VH4, VH8, VH12 e VH16” per la separata indicazione delle risultanze delle liquidazioni periodiche trimestrali; a margine di ciascun rigo inserita la colonna 4 – “Liquidazione anticipata” – da barrare in caso di liquidazioni miste (mensili e trimestrali) qualora si decida di compensare le risultante delle liquidazioni trimestrali con quelle dell’ultimo mese del trimestre. Soppressa, invece, la colonna 3 – “Ravvedimento”.
QUADRO “VM” Il Quadro VM è stato aggiunto per l’indicazione dei dati relativi ai “versamenti di immatricolazione auto UE”, in sostituzione della sezione II del quadro VH, che è stata soppressa.
QUADRO “VL” Nel Quadro VL sono stati soppressi il rigo “VL24”, denominato “Versamenti auto UE effettuati nell’anno ma relativi a cessioni da effettuare in anni successivi”, il rigo “VL29”, denominato “Ammontare versamenti periodici, da ravvedimento, interessi trimestrali, acconto”, e il rigo “VL31”, denominato “Versamenti integrativi d’imposta”. Sono stati inseriti, invece, il rigo “VL29”, denominato “Versamenti auto UE relativi a cessioni effettuate nell’anno” per l’indicazione dell’ammontare complessivo dei versamenti relativi all’imposta dovuta per la prima cessione interna di autoveicoli in precedenza oggetto di acquisto intracomunitario, e il rigo “VL30”, denominato “Ammontare IVA periodica”, composto da tre campi per l’indicazione, nel campo 2, dell’ammontare complessivo dell’IVA periodica dovuta, nel campo 3, del totale dei versamenti periodici e nel campo 1, del maggiore tra l’importo indicato nel campo 2 e quello indicato nel campo 3.
QUADRO “VX” Nel Quadro VX sono stati inseriti i righi “VX7” e “VX8” per l’indicazione da parte delle società partecipanti alla liquidazione IVA di gruppo per l’intero anno, rispettivamente, dell’IVA dovuta o dell’IVA a credito da trasferire alla controllante.
QUADRO “VO” Nel Quadro VO è stato introdotto il rigo “VO26” per la comunicazione da parte delle imprese minori dell’opzione per la tenuta dei registri IVA senza separata indicazione degli incassi e dei pagamenti.

La soppressione di FondInps nella legge di Bilancio 2018

La legge di Bilancio 2018 ha previsto la soppressione di FondInps, con decorrenza dalla data determinata con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ancora da emanare.

FONDINPS – si ricorda – è una forma pensionistica complementare a contribuzione definita, costituita presso l’INPS, in forma di patrimonio separato e autonomo. Essa era stata introdotta al fine di consentire ai lavoratori associati di disporre, all’atto del pensionamento, di una pensione complementare del sistema obbligatorio.
Sono destinatari di FONDINPS tutti i lavoratori dipendenti che nel periodo di tempo a disposizione per compiere la scelta di destinazione del TFR non esprimono nessuna volontà di scelta e sono sprovvisti di una forma di previdenza complementare prevista dagli accordi o contratti collettivi, anche territoriali, di riferimento. L’aderente a FONDINPS può decidere altresì di attivare una contribuzione volontaria a proprio carico, secondo le modalità indicate nella Scheda Sintetica della Nota Informativa.

La legge di Bilancio 2018, tuttavia, ha previsto la soppressione di FondInps, con decorrenza dalla data determinata con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
Con il medesimo decreto, sentite le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale dei diversi comparti del settore privato, sarà individuata la forma pensionistica alla quale far affluire le quote di TFR maturando nell’ipotesi prevista dall’articolo 8, comma 7, lettera b), numero 3), del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252. Tale forma pensionistica è individuata tra le forme pensionistiche negoziali di maggiori dimensioni sul piano patrimoniale e dotata di un assetto organizzativo conforme alle disposizioni vigenti.
La soppressione di FondInps era stata, in realtà, già richiesta dallo stesso presidente della Covip, in occasione della relazione annuale, essendo nel tempo emerse crescenti difficoltà operative: a fine 2016 risultavano infatti iscritti 37mila lavoratori al fondo, ma meno di 6mila con un versamento effettuato.
 

Aspetti normativi del CCNL Agenzia di sicurezza – Federpol

16 gen 2018 Seguono alcuni aspetti normativi del rinnovo del CCNL per i dipendenti degli Istituti investigativi privati e Agenzia di sicurezza sussidiaria o complementare, siglato il 15/12/2017, tra la FEDERPOL e la FESICA CONFSAL, la CONFSAL FISALS con l’assistenza della CONFSAL, con decorrenza dall’1/1/2018 al 31/12/2020.

Il rinnovo contrattuale ha considerato l’introduzione del 7° livello di inquadramento nella classificazione del personale dove appartengono i lavoratori che svolgono mansioni che non richiedono il possesso di alcuna conoscenza pratica, ovvero si occupano di esclusive attività basilari che non richiedono una specifica formazione.
Inoltre, per il 7° livello di inquadramento è stato considerato un periodo di prova di 60 giorni ed un periodo di preavviso di 15 giorni.

Orario di lavoro settimanale

La durata normale del lavoro effettiva è fissata in 45 ore settimanali suddivise in sei giorni lavorativi ovvero su turnazione in caso di particolari esigenze organizzative dell’azienda.

Lavoro Part-time

L’orario minimo contrattuale per i lavoratori assunti con contratto part-time è fissato dal contratto individuale, fermo restando che non può essere inferiore alle 10 ore lavorative settimanali.

Contratto di apprendistato professionalizzante

Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere, direttamente o indirettamente per il tramite delle agenzie di somministrazione autorizzate, non può superare il rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il medesimo datore di lavoro. Tale rapporto non può superare il 100 per cento per i datori di lavoro che occupano un numero di lavoratori inferiori a 10 unità. Il datore di lavoro che non abbia alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o che comunque ne abbia in numero inferiore a 3, può assumere apprendisti in numero non superiore a 3.
Esclusivamente per i datori di lavoro che occupano almeno 50 dipendenti, per procedere all’assunzione di apprendisti, l’azienda deve aver mantenuto in servizio almeno il 20% dei lavoratori il cui contratto di apprendistato sia già venuto a scadere nei trentasei mesi precedenti. A tale fine non si computano i lavoratori che si siano dimessi ovvero siano stati licenziati per giusta causa coloro che, al termine del rapporto di apprendistato, abbiano rifiutato la proposta di rimanere in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e i rapporti di lavoro risolti nel corso o al termine del periodo di prova.
La suddetta limitazione non si applica quando nel triennio precedente sia venuto a scadere un numero di contratti di apprendistato inferiori a 3.
Nel contratto di apprendistato può essere inserito un periodo di prova entro il quale le parti hanno diritto di recedere dal rapporto senza preavviso. Tale periodo, a pena di nullità del patto stesso, deve risultare per iscritto nel contratto di assunzione dell’apprendista.
Compiuto il periodo di prova, l’assunzione dell’apprendista diviene definitiva.
Con il contratto di apprendistato il lavoratore viene assunto dall’azienda per ottenere, attraverso un addestramento teorico-pratico, la possibilità di una successiva contrattualizzazione all’III°, IV°, V°, VI° e VII° livello del presente contratto o un’adeguata formazione tecnico-professionale che faciliti all’apprendista l’ingresso nei mondo del lavoro.
Per tutti i livelli di inserimento la durata massima del periodo di formazione per l’apprendistato professionalizzante non deve essere superiore ai 36 mesi.
L’apprendista accederà al livello di inquadramento professionale per il quale l’Azienda avrà l’obbiettivo di assumerlo ed il conseguente trattamento economico sarà diminuito del 25% rispetto a quanto previsto dal presente contratto ne IP articolo relativo alle paghe contrattuali con riferimento al livello di inquadramento finale.
A titolo esemplificativo l’apprendista assunto per l’acquisizione delle qualifiche e mansioni comprese nel 3° livello del presente CCNL verrà erogato un trattamento economico diminuito del 25% rispetto alla retribuzione base lorda conglobata.

Contratto di inserimento

Il contratto di inserimento ha una durata:
– non inferiore a 9 mesi, per il conseguimento di qualifiche inquadrate nel 7° 6° e 5°livello;
– non inferiore a 12 mesi, per il conseguimento di qualifiche inquadrate nel 4° e 3° livello;
– non superiore a 18 mesi, per il conseguimento di qualifiche inquadrate in livelli superiori al 3°.
In caso di assunzione di persone riconosciute affette da un grave handicap fisico, mentale o psichico, la durata massima può essere estesa fino a 36 mesi previa certificazione da parte dell’E.BI.N.I.S.P. ovvero, se costituito, all’E.BI.T.I.S.P. territorialmente competente.
Nel computo del limite massimo di durata non si tiene conto degli eventuali periodi di servizio militare o civile, nonché dei periodi di astensione per maternità.

Lavoro intermittente o a chiamata

II contratto di lavoro intermittente deroga il limite relativo alle 400 giornate nei 3 anni disposto dagli artt. 13 e seguenti del D.Lgs. 81/2015 e successive modifiche. Si specifica, inoltre, che qualora il dipendente venga chiamato alla prestazione lavorativa, questa può consistere anche in una prestazione di durata inferiore alle 8 ore giornaliere previste per il contratto a tempo pieno, a condizione che ne sia data comunicazione al lavoratore, anche verbalmente, e quest’ultimo abbia accettato la richiesta dell’Azienda.

Lavoro ripartito

Il contratto di lavoro ripartito è uno speciale contratto di lavoro mediante il quale due lavoratori assumono in solido l’adempimento di una unica e identica obbligazione lavorativa.
Fermo restando il divieto di porre in essere nuovi contratti di job-sharing, quelli stipulati prima della entrata in vigore del D.Lgs 81/2015 restano disciplinati secondo le modalità del contratto di lavoro ripartito.

Contratto di lavoro agile

In aderenza alla norma prevista dagli artt. 18 e ss del D.Lgs. 81/2017 e successive modifiche, allo scopo di incrementare la competitività, di rispondere alla necessità da tempo maturata, specifica degli investigatori privati e degli addetti alla sicurezza, e al fine di agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, il presente contratto disciplina il lavoro agile quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilito mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa.
I contratti di lavoro agile potranno essere stipulati da tutte le aziende che abbiano la necessità di eseguire la prestazione lavorativa del lavoratore in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno, senza una postazione fissa.

Approvazione della Certificazione Unica “CU 2018”

Approvata la Certificazione Unica “CU 2018”, relativa all’anno 2017, unitamente alle istruzioni di compilazione, nonché del frontespizio per la trasmissione telematica e del quadro CT con le relative istruzioni. Individuate le modalità per la comunicazione dei dati contenuti nelle Certificazioni Uniche e approvate le relative specifiche tecniche per la trasmissione telematica (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 15 gennaio 2018, n. 10729).

 

Le principali novità del nuovo modello sono di seguito riportate:
– per gestire il nuovo regime fiscale delle locazioni brevi è stata prevista una nuova certificazione. La recente normativa ha, infatti, stabilito che i soggetti residenti in Italia che esercitano attività di intermediazione immobiliare, nonché quelli che gestiscono portali telematici, qualora incassino i canoni o i corrispettivi relativi a questi contratti o qualora intervengano nel pagamento dei canoni o corrispettivi, operano, in qualità di sostituti d’imposta, una ritenuta del 21% sull’ammontare dei canoni e corrispettivi all’atto del pagamento al beneficiario e provvedono al relativo versamento e al rilascio della relativa certificazione;
– nel nuovo modello CU 2018 è stata aggiornata anche la sezione relativa ai premi di risultato, implementata la sezione riguardante i rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione e inserita una casella per una migliore gestione del personale comandato presso altre Amministrazioni dello Stato;
– la sezione riguardante i rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione è stata implementata, introducendo, in caso di conguaglio, l’indicazione dei dati distinti per ciascuna Certificazione unica conguagliata;
– il sostituto d’imposta che eroga compensi non aventi carattere fisso e continuativo pur non dovendo rilasciare una CU al percipiente, dovrà procedere all’invio di una CU ordinaria all’Agenzia delle Entrate riportando tutti i dati relativi alle somme erogate avendo cura di barrare la nuova casella 613, per permettere una migliore gestione del personale comandato presso altre Amministrazioni.
Si ricorda che, a seguito della modifica introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 (L. n. 205/2017), è stato prorogato fino al 31 ottobre 2018 il termine di trasmissione all’Agenzia delle Entrate delle CU relative ai soggetti sostituiti che non possono avvalersi del modello 730 per la dichiarazione dei propri redditi.
Restano, invece, confermati gli altri termini d’invio; ossia, per il periodo d’imposta 2017, i sostituti d’imposta devono trasmettere in via telematica al Fisco, entro il 7 marzo, le certificazioni relative ai redditi di lavoro dipendente, ai redditi di lavoro autonomo e ai redditi diversi, da rilasciare al percipiente entro il 31 marzo (scadenza che slitta al 3 aprile 2018 perché cade di sabato, successivamente seguito dalla festività di Pasqua e Pasquetta).