I chiarimenti del Fisco sul Sisma bonus, Bonus mobili, Bonus verde

Il Fisco fornisce alcuni chiarimenti, a seguito di un’istanza d’interpello, relativi al Sisma bonus, al Bonus mobili e al Bonus verde (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 19 febbraio 2019, n. 62)

SISMA BONUS
Il c.d. “Sisma bonus” può essere applicato “per le spese sostenute per interventi le cui procedure autorizzatorie sono iniziate dopo il 1° gennaio 2017” (art. 16, comma 1-bis, del DL n. 63 del 2013). Qualora risultasse che il procedimento autorizzatorio fosse iniziato prima del 1° gennaio 2017, la detrazione può essere fruita ai sensi dell’art. 16-bis, del TUIR nella misura del 50 per cento, entro il limite di spesa di euro 96.000 da ripartire necessariamente in dieci quote.
Dove dovessero, invece, ricorrere le condizioni per fruire del beneficio “sisma bonus”, ai sensi dell’art. 16, comma 1-bis, del D.L. n. 63 del 2013, il contribuente fruisce della detrazione nella misura 50 per cento, spettante fino ad un ammontare complessivo delle spese sostenute non superiore ad euro 96.000 per unità immobiliare, da ripartire necessariamente in cinque quote annuali. Resta ferma, tuttavia, la possibilità di avvalersi della detrazione ai sensi del detto art. 16- bis, comma 1, lett. i), del TUIR, fruendo della detrazione del 50 per cento delle spese sostenute nel limite complessivo di 96.000 euro da ripartire in dieci rate di pari importo.

BONUS MOBILI
Nel caso di interventi di recupero del patrimonio edilizio che comportino l’accorpamento di più unità abitative o la suddivisione in più immobili di un’unica unità abitativa, per l’individuazione del limite di spesa per l’acquisto dei mobili e grandi elettrodomestici, vanno considerate le unità immobiliari censite in catasto all’inizio degli interventi edilizi e non quelle risultanti alla fine dei lavori.

BONUS VERDE
L’agevolazione in esame prevede, per l’anno d’imposta 2018, la possibilità di portare in detrazione dall’imposta lorda Irpef un importo pari al 36 per cento delle spese documentate fino ad un ammontare complessivo non superiore a euro 5.000 per unità immobiliare ad uso abitativo, sostenute per la “sistemazione a verde” di aree scoperte private e condominiali di edifici esistenti, comprese le pertinenze, le recinzioni, gli impianti di irrigazione, la realizzazione di pozzi, le coperture a verde e giardini pensili, nonché le relative spese di progettazione e manutenzione.
Rientrano nel “bonus verde” anche l’acquisto e il collocamento di piante in vasi mobili, solo se inseriti in un più ampio intervento di sistemazione a verde di un immobile residenziale. Ne restano, invece, escluse le spese di conservazione del verde esistente o relative alla manutenzione ordinaria annuale dei giardini preesistenti, non connesse ad un intervento innovativo o modificativo.
Possono fruire della detrazione tutti i soggetti passivi Irpef, residenti o meno nel territorio dello Stato, che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, gli immobili oggetto degli interventi, a condizione che ne sostengano le relative spese (ad es.: proprietari o nudi proprietari; titolari di un diritto reale di godimento quale uso, usufrutto, abitazione o superficie).

Nuovi minimi CCNL COMMERCIO (Cifa – Confsal)

22 feb 2019 Da febbraio decorrono i nuovi minimi retributivi per i dipendenti del comparto COMMERCIO (Cifa – Confsal).

Livello

Paga Base e Contingenza 1/2/2019

Quadri
2.457,20

Primo
2.252,48

Secondo
2.023,10

Terzo
1.809,57

Quarto
1.641,…

DL n. 113/2018: modifiche in materia di cittadinanza

Il Decreto legge 4 ottobre 2018, n. 113 ha introdotto nuove disposizioni in materia di cittadinanza, modificando e integrando la legge n. 91 del 1992. Al riguardo, si ribadisce che il termine di definizione dei procedimenti di cittadinanza per residenza e per matrimonio è elevato a 48 mesi dalla data di presentazione dell’istanza, come già risulta nel sistema informativo Sicitt, debitamente adeguato.

Il termine di 48 mesi si applica ai “procedimenti in corso”, ovvero ai procedimenti non ancora definiti alla data del 5 ottobre 2018, cioè non ancora conclusi con provvedimento espresso, sia che il previgente termine biennale sia decorso, sia che esso risulti non ancora spirato.
Dalla medesima data del 5 ottobre 2018 il nuovo importo del contributo al cui pagamento sono soggette le istanze di cittadinanza è di 250 euro.
Sempre a far data dal 5 ottobre u.s. viene abrogata la disposizione che preclude il rigetto dell’istanza di acquisizione della cittadinanza per matrimonio decorsi due anni dall’istanza medesima, pertanto non si configura più il silenzio assenso dell’Amministrazione sulla domanda dello straniero coniugato con un cittadino italiano allo scadere dei termini e resta invece impregiudicato il potere di negare la cittadinanza, anche dopo lo spirare del limite temporale, con il logico riespandersi della giurisdizione amministrativa.
Il recente provvedimento normativo in commento, in sede di conversione in legge, ha introdotto il requisito del possesso di un’adeguata conoscenza della lingua italiana per le domande presentate. Per dimostrare tale conoscenza, all’atto della presentazione dell’istanza i richiedenti sono tenuti ad attestare il possesso di un titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o paritario in Italia o all’estero, riconosciuto dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
In alternativa, gli interessati sono tenuti a produrre apposita certificazione attestante il livello richiesto di conoscenza della lingua italiana, rilasciata da uno dei quattro enti certificatori riconosciuti.
Da tale specifico onere di attestazione sono esclusi coloro che hanno sottoscritto l’accordo di integrazione, di cui all’art. 4-bis del d.lgs, n. 286/1998 e al D.P.R. n. 179/2011, e i titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, i quali dovranno soltanto fornire, al momento della presentazione dell’istanza, gli estremi rispettivamente della sottoscrizione dell’accordo e del titolo di soggiorno in corso di validità, in quanto la legge già presuppone una valutazione della conoscenza della lingua italiana.
A partire dal 5 dicembre 2018 è stata inoltre stabilita, nell’ambito dei procedimenti di riconoscimento iure sanguinis della cittadinanza italiana, anche ai sensi della legge 8 marzo 2006, n. 124, la previsione di un termine di sei mesi per il rilascio degli estratti e dei certificati di stato civile da parte degli ufficiali di Stato civile in Italia e all’estero.
Infine le nuove disposizioni introducono anche l’istituto della revoca della cittadinanza, conseguita per matrimonio, residenza ed elezione al diciottesimo anno d’età, da adottarsi a cura di questa Direzione Centrale, alle condizioni e nelle specifiche fattispecie di condanna irrevocabile per reati in materia di terrorismo ed eversione.

Il sindacato di legittimità sulla motivazione: limiti e nozione di “minimo costituzionale”

Il sindacato di legittimità sulla motivazione deve intendersi limitato al minimo costituzionale, con la conseguenza che l’anomalia motivazionale denunciabile in sede di legittimità è solo quella che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante e attiene all’esistenza della motivazione in sé, come risulta dal testo della sentenza e prescindendo dal confronto con le risultanze processuali.

Una Corte di appello territoriale, confermando la sentenza di primo grado, aveva condannato una società al risarcimento del danno non patrimoniale cagionato a un suo dirigente, dalla condotta vessatoria posta in essere dal legale rappresentante. Nello specifico, i fatti dedotti dal ricorrente in primo grado a fondamento della pretesa risarcitoria erano relativi alle ripetute offese sulla presunta omosessualità del dirigente e avevano trovato conferma nelle deposizioni dei testimoni. La Corte di merito aveva escluso che la condotta posta in essere dal legale rappresentante fosse solo espressione di un clima scherzoso nell’ambiente di lavoro, avendo al contrario rilevato che la medesima, in quanto ripetutamente posta in essere dal titolare della società nei confronti di un dipendente che, sebbene avente qualifica dirigenziale, era comunque in una condizione di inferiorità gerarchica, esprimesse un atteggiamento di grave mancanza di rispetto e quindi di lesione della personalità morale del lavoratore.
Avverso tale sentenza la società propone ricorso in Cassazione, lamentando principalmente che la sentenza impugnata non avesse colto il carattere scherzoso degli epiteti con cui il legale rappresentante era solito apostrofare il dipendente, in presenza degli altri colleghi e in un clima cameratesco.
Per la Suprema Corte, il ricorso è infondato. Le censure datoriali, infatti, poiché si risolvono, tutte, in una critica alla valutazione del materiale probatorio e alla ricostruzione della fattispecie concreta, così come operata dalla Corte d’appello, non possono trovare ingresso in sede di legittimità. Il sindacato di legittimità sulla motivazione deve intendersi infatti limitato al minimo costituzionale, con la conseguenza che l’anomalia motivazionale denunciabile in sede di legittimità è solo quella che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante e attiene all’esistenza della motivazione in sé, come risulta dal testo della sentenza e prescindendo dal confronto con le risultanze processuali. Tale “anomalia”, con esclusione di qualsiasi rilievo del difetto di “sufficienza”, si appalesa nelle ipotesi di: “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, “motivazione apparente”, “contrasto irriducibile fra affermazioni inconciliabili”, “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”.

Cassa Edile di Gorizia: nuova contribuzione

La Cassa Edile della Provincia di Gorizia, comunica la variazione delle tabelle contributive dall’1/1/2019, per effetto degli ultimi accordi contrattuali siglati nel settore dell’Edilizia

CONTRIBUTI CASSA EDILE

 

Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Fondo Gestione 3,45%   3,45%
Prestazioni sanitarie   0,25% 0,25%
Prestazioni non sanitarie 0,55%   0,55%
Fondo APE 3,45%   3,45%
Fondo Prepensionamenti 0,20%   0,20%
Fondo Incentivo all’Occupazione 0,10%   0,10%
Fondo Abiti da lavoro 0,40%   0,40%
Fondo addestramento professionale 1,00%   1,00%
Fondo Sicurezza 0,10%   0,10%
Quote Adesione Contrattuale 1,22% 122% 2,44%
     
Totale 10,47% 1,47% 11,94%

CONTRIBUTI FONDO SANITARIO OPERAI

Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Fondo Sanitario 0,35%   0,35%

CONTRIBUTI FONDO SANITARIO IMPIEGATI

Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Fondo Sanitario 0,26%   0,26%

Per quanto riguarda invece le agenzie di fornitura di lavoro temporaneo, a partire dal 1 gennaio 2019 la contribuzione dovuta è la seguente:

CONTRIBUTI CASSA EDILE

 

Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Fondo Gestione 3,45%   3,45%
Prestazioni sanitarie   0,25% 0,25%
Prestazioni non sanitarie 0,55%   0,55%
Fondo APE 3,45%   3,45%
Fondo Prepensionamenti 0,20%   0,20%
Fondo Incentivo all’Occupazione 0,10%   0,10%
Fondo Abiti da lavoro 0,40%   0,40%
Contributo Formazione 3,87%   3,87%
CIG Interinali 0,30%   0,30%
Quote Adesione Contrattuale 1,22% 122% 2,44%
Fondo Sicurezza 0,10%   0,10%
     
Totale 13,64% 1,47% 15,11%

CONTRIBUTI FONDO SANITARIO OPERAI

Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Fondo Sanitario 0,35%   0,35%

CONTRIBUTI FONDO SANITARIO IMPIEGATI

Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Fondo Sanitario 0,26%   0,26%