Indennità di trasporto per gli edili di Macerata

Dall’1/7/2019 spetta un’indennità giornaliera di trasporto a favore dei lavoratori dipendenti delle Imprese Edili ed affini e della Provincia di Macerata.

A decorrere dall’1/7/2019 viene prevista un’indennità denominata “indennità giornaliera di trasporto” pari a Euro 1,00 che verrà corrisposta esclusivamente ai lavoratori per le giornate di effettiva presenza al lavoro, comandati o autorizzati a raggiungere con i propri mezzi immatricolati il cantiere di lavoro di volta in volta assegnato.

In arrivo le lettere di risposta a chi ha chiesto di aderire alla “Rottamazione-ter” delle cartelle

A tutti gli interessati l’Agenzia delle entrate-Riscossione sta inviando la “Comunicazione delle somme dovute”, con l’esito della richiesta di adesione e le indicazioni per procedere al pagamento dell’importo, scontato delle sanzioni e degli interessi di mora (AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE – Comunicato 25 giugno 2019).

Le prime comunicazioni sono partite nei giorni scorsi ed entro il 30 giugno 2019, come previsto dal decreto legge n. 119/2018, sarà completato l’invio che complessivamente riguarderà quasi 1,4 milioni di domande.
Per il cosiddetto saldo e stralcio, previsto dalla legge di Bilancio 2019 e riservato ai contribuenti con ISEE sotto i 20 mila euro, la risposta di Agenzia delle entrate- Riscossione alle circa 332 mila domande presentate arriverà invece entro il 31 ottobre 2019.
L’Agenzia delle entrate-Riscossione invia le “Comunicazioni” tramite Pec ai contribuenti che in fase di adesione hanno comunicato un indirizzo di posta elettronica certificata, mentre a tutti gli altri mediante lettera raccomandata. Con la “Comunicazione”, l’Agenzia informa sull’accoglimento o l’eventuale rigetto della adesione alla rottamazione-ter, su possibili debiti che, per legge, non possono rientrare nella definizione agevolata, sugli importi da pagare e sulle scadenze di versamento. La Comunicazione contiene inoltre i bollettini di pagamento in base alla scelta effettuata in fase di adesione (fino a un massimo di 18 rate). Se il piano di dilazione prevede più di 10 rate, la Comunicazione di giugno conterrà i primi 10 bollettini di pagamento mentre i rimanenti saranno inviati successivamente, prima della scadenza dell’undicesima rata. Una copia della Comunicazione sarà disponibile, a partire dalla prima settimana di luglio, nell’area riservata del portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it.
L’Agenzia delle entrate-Riscossione ha predisposto diverse comunicazioni per differenti tipologie di casi. La prima (AT – Accoglimento totale della richiesta) comunica che i debiti contenuti nella dichiarazione di adesione presentata sono interamente “rottamabili” con il calcolo di quanto dovuto; (AP – Accoglimento parziale della richiesta) riguarda quei contribuenti che hanno importi da pagare per debiti “rottamabili” ma hanno anche debiti non “rottamabili”; il terzo caso-tipo (identificabile con le lettere AD) è riservato alle adesioni con debiti “rottamabili” per i quali nessun importo risulta dovuto; ancora, un quarto tipo (identificabile con le lettere AX) si riferisce ai contribuenti che hanno debiti “rottamabili” per i quali non devono pagare nulla, mentre hanno un debito residuo da pagare per debiti non “rottamabili”. Un’altra tipologia (identificabile con RI) riguarda le adesioni alla definizione agevolata che vengono rigettate in quanto i debiti indicati nella dichiarazione di adesione non sono “rottamabili” e quindi l’importo deve essere pagato senza agevolazioni.
Infine, l’Agenzia delle entrate-Riscossione ha predisposto anche una specifica comunicazione “23” rivolta a quei contribuenti che, avendo aderito alla precedente “rottamazione-bis” e essendo in regola con il versamento delle rate previste entro il 7 dicembre 2018, usufruiscono per legge dell’accesso automatico alla “rottamazione-ter”, così come ai contribuenti che hanno aderito alle precedenti “Definizioni” e risultavano risiedere in uno dei comuni del Centro Italia colpiti dagli eventi sismici del 2016 e del 2017. La comunicazione “23” contiene il ricalcolo del debito residuo ancora dovuto e i bollettini con le nuove scadenze delle 10 rate previste dalla legge.
Con riferimento alle altre comunicazioni, è fissato al 31 luglio 2019 il termine entro il quale l’Agenzia dovrà inviare la “Comunicazione delle somme dovute” per le domande di adesione alla definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione a titolo di risorse proprie dell’Unione Europea e di imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione.
È possibile pagare presso la propria banca, agli sportelli bancomat (ATM) abilitati ai servizi di pagamento Cbill, con il proprio internet banking, agli uffici postali, nei tabaccai aderenti a Banca 5 SpA e tramite i circuiti Sisal e Lottomatica, sul portale di Agenzia delle entrate-Riscossione e con l’App Equiclick tramite la piattaforma PagoPa e, infine, direttamente agli sportelli. Inoltre, come previsto dal DL n. 119/2018, le somme dovute a titolo di definizione agevolata potranno essere versate anche mediante compensazione con i crediti commerciali non prescritti, certi liquidi ed esigibili maturati per somministrazioni, forniture, appalti e servizi nei confronti della Pubblica Amministrazione. Per avvalersi del servizio di addebito diretto su conto corrente, è necessario presentare la richiesta di attivazione del mandato alla banca del titolare del conto almeno 20 giorni prima della scadenza della rata, nel rispetto delle procedure e degli adempimenti previsti dal sistema interbancario. Per esempio, per la scadenza del 31 luglio 2019, il servizio andrà richiesto entro l’11 luglio. Nel caso il servizio venga richiesto oltre tale data, l‘addebito diretto sul conto corrente sarà attivo dalla rata successiva. In quest’ultimo caso il pagamento della rata in scadenza il 31 luglio 2019 dovrà essere eseguito con una delle altre modalità. Si ricorda che il mancato o insufficiente o tardivo versamento (oltre la tolleranza di cinque giorni prevista per legge) anche di una sola rata determina l’inefficacia della definizione agevolata.

Sisma Centro Italia: differita la ripresa dei pagamenti dei premi

Gli adempimenti e i pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria sospesi per gli eventi sismici verificatisi nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria e in data 24 agosto 2016, 26 e 30 ottobre 2016 e 18 gennaio 2017 sono effettuati entro il 15 ottobre 2019, anche mediante rateizzazione fino a un massimo di 120 rate mensili di pari importo, con il versamento dell’importo corrispondente al valore delle prime cinque rate entro il 15 ottobre 2019, senza applicazione di sanzioni e interessi.

Tali previsioni riguardano anche i lavoratori autonomi e i datori di lavoro che alla data del 24 agosto 2016, del 26 e 30 ottobre 2016 e del 18 gennaio 2017 erano assistiti da professionisti operanti nei Comuni suddetti.
Il pagamento dei premi sospesi può essere effettuato in unica soluzione entro il 15 ottobre 2019 oppure in forma rateale fino a 120 rate mensili di pari importo con versamento della somma corrispondente alle prime cinque rate entro il 15 ottobre 2019. I soggetti che intendono effettuare i versamenti in forma rateale devono presentare apposita domanda alla Sede Inail competente, utilizzando l’apposito modulo previsto.
In caso di rateizzazione, l’importo di ciascuna rata non può essere inferiore a 50,00 euro. Il primo pagamento corrispondente alla somma delle prime cinque rate, deve essere effettuato entro il 15 ottobre 2019 e i successivi pagamenti devono essere effettuati entro il giorno 15 di ogni mese.
È comunque facoltà degli interessati estinguere anticipatamente in qualsiasi momento la rateazione ex lege e versare in unica soluzione le somme dovute.
inoltre, entro il 15 ottobre 2019 devono essere riavviati i piani di ammortamento delle rateazioni e tutte le rate sospese devono essere versate unitamente alla prima rata corrente.
Il versamento dei premi sospesi deve essere effettuato con modello F24, indicando nella sezione “Altri enti previdenziali e assicurativi” a seconda dei casi, i numeri di riferimento riportati.

Deducibilità delle somme restituite al soggetto erogatore

Ai fini della deducibilità fiscale, la restituzione delle somme al soggetto erogatore deve essere fatta al lordo delle ritenute operate dallo stesso al momento del pagamento. Se è in essere il rapporto di lavoro dipendente, il datore di lavoro deve calcolare il reddito imponibile al netto delle somme restituite. Se invece il rapporto di lavoro è cessato, la restituzione deve essere attestata con apposita dichiarazione (Agenzia delle Entrate – Risposta a interpello n. 206 del 2019)

Qualora nell’ambito di una controversia di lavoro il dipendente percepisca somme assoggettate a tassazione con ritenute alla fonte, secondo il principio di cassa, e poi con successiva sentenza sia disposta la restituzione al soggetto erogatore perché non dovute, è riconosciuta al dipendente la possibilità di dedurre le somme restituite dal reddito complessivo dell’anno di restituzione, al fine di recuperare le imposte pagate al momento dell’erogazione.
Più precisamente, l’ammontare delle somme restituite al soggetto erogatore in un periodo d’imposta diverso da quello in cui sono state assoggettate a tassazione, anche separata, può essere portato in deduzione dal reddito complessivo nell’anno di restituzione o, se in tutto o in parte non dedotto nel periodo d’imposta di restituzione, nei periodi d’imposta successivi; in alternativa, è possibile chiedere il rimborso dell’imposta corrispondente all’importo non dedotto presentando istanza in carta libera agli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate entro due anni dalla data di scadenza del termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta nel quale sono state restituite le somme. L’importo da rimborsare è determinato applicando all’intero ammontare delle somme non dedotte l’aliquota corrispondente al primo scaglione di reddito.
Presupposto per la deducibilità è:
– che le somme restituite siano state assoggettate a tassazione;
– che le somme assoggettate a tassazione siano state restituite interamente.
In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il dipendente deve restituire al soggetto erogatore la somma statuita dal giudice al lordo delle ritenute IRPEF operate in sede di erogazione.
A fronte della restituzione delle somme, qualora il rapporto di lavoro sia ancora in essere, il datore di lavoro (soggetto erogatore) riconosce l’onere deducibile fino alla capienza del reddito di lavoro dipendente, il cui imponibile sarà, pertanto, calcolato al netto della somma restituita dal lavoratore.
Nel caso contrario in cui il rapporto di lavoro fosse cessato, al fine di consentire al dipendente di avvalersi in sede di dichiarazione dell’onere deducibile, il soggetto erogatore deve rilasciare apposita dichiarazione attestante la percezione dell’importo stabilito dal giudice, al lordo delle ritenute IRPEF operate in sede di erogazione delle somme.

Datori di lavoro agricoli, le regole semplificate di compilazione della DA

L’Inps, con messaggio n. 2384 del 26 giugno 2019, fornisce indicazioni in merito alle semplificazioni relative alla compilazione della Denuncia Aziendale da parte dei datori di lavoro agricoli.

Come noto, di recente, il Legislatore è intervenuto in materia di semplificazioni per imprese e lavoro, prevedendo che alcuni dei dati della denuncia aziendale, alla cui presentazione sono tenuti i datori di lavoro agricolo, ai fini dell’accertamento dei contributi previdenziali dovuti per gli operai agricoli occupati, possono essere acquisiti d’ufficio dall’Inps, dal fascicolo aziendale AGEA, istituito nell’ambito dell’anagrafe delle aziende agricole, gestito dal Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN). I dati in questione riguardano:
– ubicazione, denominazione ed estensione dei terreni distintamente per titolo del possesso e per singole colture praticate;
– indicazione della ditta intestata in catasto e delle partite, fogli e particelle catastali dei terreni condotti;
– numero dei capi di bestiame allevati, distintamente per specie, e modalità di allevamento.
Si tratta, in concreto, dei dati contenuti nei quadri “F” e “G” della Denuncia Aziendale (DA). Pertanto, a decorrere dalla data di entrata in vigore della norma di semplificazione, i datori di lavoro agricolo non sono più obbligati alla compilazione dei citati quadri, mentre resta immutato l’obbligo di compilazione di tutti gli altri quadri del modello. In particolare, per i datori di lavoro che assumono operai a tempo determinato, permane l’obbligo dell’indicazione, presente nel quadro “E”, del presunto fabbisogno di manodopera (art. 01, co. 8, D.L. 10 gennaio 2006, n. 2, conv. in L. 11 marzo 2006, n. 81; Inps, circolare n. 88 del 11 luglio 2006). In sostanza, ai fini dell’istruttoria e validazione della DA per il corretto inquadramento nel settore della contribuzione agricola unificata, fanno fede, a tutti gli effetti, i dati acquisiti d’ufficio dal fascicolo AGEA, a prescindere dalla circostanza che gli stessi siano anche dichiarati nella DA. Fa eccezione l’ipotesi in cui le imprese non abbiano costituito o aggiornato il fascicolo aziendale AGEA, per cui permane l’obbligo della compilazione dei quadri “F” e “G” della DA.
Al riguardo, nel quadro “E” il campo “Tipologia Dichiarazione dei terreni/allevamenti (ex campo “Senza terra”) può assumere i valori:
– “S” = senza terra;
– “N” = da quadri F/G (l’azienda ha terreni/allevamenti che vengono dichiarati direttamente nella DA);
– “A” = da AGEA (l’azienda ha terreni/allevamenti che non vengono dichiarati nella DA e che l’INPS acquisisce d’ufficio dal fascicolo AGEA).
Nel caso in cui venga selezionata l’opzione “A” è possibile inviare la DA senza aver compilato i quadri “F” e “G”, tuttavia nel caso in cui l’azienda già iscritta aggiorni i fascicoli AGEA nel Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) con variazioni dei dati relativi ai terreni e agli allevamenti, deve necessariamente variare il fabbisogno nella DA. I dati che possono essere prelevati d’ufficio sono indispensabili per l’istruttoria e la validazione della DA ai fini del corretto inquadramento previdenziale, nonché per la verifica del fabbisogno dichiarato, da parte degli operatori di Sede. Qualora gli operatori di Sede, accedendo al portale SIAN, non riscontrino l’esistenza di un fascicolo istituito, procedono nell’istruttoria richiedendo all’azienda la compilazione dei dati nei quadri “F” e “G” della DA.